fbpx Asteroidi che divorziano | Scienza in rete

Asteroidi che divorziano

Read time: 1 min

All'origine di particolari coppie di asteroidi non vi sarebbero eventi violenti, ma la progressiva separazione tra due oggetti nati a seguito della rotazione troppo rapida di un asteroide.
Con il termine di asteroid pair gli astronomi indicano due oggetti indipendenti che percorrono orbite praticamente identiche e per i quali l'analisi dinamica ha mostrato che ad un certo punto del loro recente passato (ultimo milione di anni) si sono trovati a pochi chilometri di distanza l'uno dall'altro, una condizione che suggerisce la concreta possibilità di un'origine comune e di un successivo "divorzio".
Benché l'esistenza di queste particolari coppie sia nota solamente dal 2008, gli astronomi si sono già attivati per chiarire i meccanismi della loro formazione. In uno studio pubblicato su Nature, Peter Pravec (Istituto Astronomico della Repubblica Ceca) e collaboratori si sono basati sulla dettagliata analisi fotometrica di 35 asteroid pairs per proporre un possibile scenario che ha condotto alla loro formazione.
Secondo i ricercatori la radiazione solare (effetto YORP) porterebbe un asteroide a incrementare la sua velocità rotazionale fino al limite di frantumazione. Tale evento sarebbe agevolato dalla struttura stessa dell'asteroide, costituito da un aggregato di detriti rocciosi tenuti assieme dalla gravità (rubble pile). I frammenti staccatisi finirebbero col raggrupparsi in un minuscolo satellite che, successivamente, si separerebbe dal corpo più grande trasformandosi in tal modo in un asteroide indipendente.

University of California

Autori: 
Sezioni: 
Astronomia

prossimo articolo

Adolescenti e dispositivi digitali: oltre i divieti, verso l'educazione

Mentre il tempo che bambini e adolescenti trascorrono con adulti e coetanei si è drasticamente ridotto, è cresciuto l’uso dei dispositivi digitali. Con effetti che, secondo gli studi, si traducono in rischi per salute fisica, sonno e benessere psicologico. Ma la risposta più efficace non sono divieti e verifiche d'età quanto, semmai, un’educazione condivisa all’uso consapevole, sostenuta da scuola, famiglie e comunità.

Trent’anni fa un adolescente trascorreva tra le 10.000 e le 20.000 ore in presenza di adulti e coetanei; oggi questa stima si riduce drasticamente, attestandosi tra le 1.500 e le 5.000 ore. Parallelamente, il 41,8% degli adolescenti tra i 15 e i 19 anni dichiara di essersi rivolto all’intelligenza artificiale nei momenti di tristezza, solitudine o ansia.

Da queste due considerazioni prende avvio una riflessione sull’uso eccessivo e intensivo dei dispositivi digitali da parte di bambini, bambine e adolescenti.