fbpx Calciare secondo il sesso | Scienza in rete

Calciare secondo il sesso

Read time: 1 min

In uno studio si evidenziano notevoli differenze tra il modo di calciare il pallone di un uomo e quello di una donna suggerendo che in tali differenze va probabilmente ricercata la spiegazione di alcuni traumi al ginocchio.
Per raccogliere i dati necessari allo studio, l'ortopedico Robert Brophy (Washington University School of Medicine) e collaboratori hanno applicato a 25 calciatori (13 uomini e 12 donne) 16 elettrodi e 21 marker catarifrangenti e hanno ripreso con una decina di videocamere i loro movimenti mentre calciavano un pallone. L'analisi tridimensionale dei movimenti e l'esame dei muscoli coinvolti ha permesso di scoprire significative differenze tra i sessi.
Oltre a un differente allineamento del ginocchio si è trovato che nei maschi l'attivazione dei muscoli dell'arto utilizzato per calciare è almeno quattro volte superiore a quanto rilevato per le femmine. Analogo risultato per alcuni muscoli connessi all'arto di appoggio: l'attivazione del gluteus medius e del vastus medialis risulta nell'uomo doppia rispetto alla donna. Secondo Brophy queste differenze potrebbe essere la chiave per comprendere come mai le donne che praticano il calcio sono due volte più soggette a infortuni del legamento crociato anteriore rispetto ai loro colleghi maschi.
Lo studio è stato pubblicato questo mese su The Journal of Bone and Joint Surgery.

American Academy of Orthopaedic Surgeons

Autori: 
Sezioni: 
Medicina

prossimo articolo

La variabilità genetica non è un rumore di fondo. In ricordo di Guido Modiano


Il 2 gennaio è scomparso il genetista Guido Modiano, scienziato rigoroso e persona esigente, ha preso parte ai lavori di ricerca che hanno guidato la transizione dalla genetica classica a quella molecolare. Cruciale il suo contributo nel dibattito su razza e razzismo.
 

Immagine di copertina creata con ChatGPT

La scomparsa di Guido Modiano, il 2 gennaio scorso all’età di 94 anni, lascia un vuoto culturale nella comunità degli studiosi di biologia umana, che perde un protagonista storico della ricerca sui fattori genetico-molecolari coinvolti nei processi adattativi di popolazioni distribuite in contesti ecologico-sociali diversi. Inoltre, la riflessione critica che in Italia — ma non solo — ha contribuito a chiarire che la natura della variabilità genetica nelle popolazioni umane rende scientificamente insignificante il concetto di razza, gli deve molto.