fbpx Calciare secondo il sesso | Scienza in rete

Calciare secondo il sesso

Primary tabs

Read time: 1 min

In uno studio si evidenziano notevoli differenze tra il modo di calciare il pallone di un uomo e quello di una donna suggerendo che in tali differenze va probabilmente ricercata la spiegazione di alcuni traumi al ginocchio.

Per raccogliere i dati necessari allo studio, l'ortopedico Robert Brophy (Washington University School of Medicine) e collaboratori hanno applicato a 25 calciatori (13 uomini e 12 donne) 16 elettrodi e 21 marker catarifrangenti e hanno ripreso con una decina di videocamere i loro movimenti mentre calciavano un pallone. L'analisi tridimensionale dei movimenti e l'esame dei muscoli coinvolti ha permesso di scoprire significative differenze tra i sessi.

Oltre a un differente allineamento del ginocchio si è trovato che nei maschi l'attivazione dei muscoli dell'arto utilizzato per calciare è almeno quattro volte superiore a quanto rilevato per le femmine. Analogo risultato per alcuni muscoli connessi all'arto di appoggio: l'attivazione del gluteus medius e del vastus medialis risulta nell'uomo doppia rispetto alla donna. Secondo Brophy queste differenze potrebbe essere la chiave per comprendere come mai le donne che praticano il calcio sono due volte più soggette a infortuni del legamento crociato anteriore rispetto ai loro colleghi maschi.

Lo studio è stato pubblicato questo mese su The Journal of Bone and Joint Surgery.

Autori: 
Sezioni: 
Medicina

prossimo articolo

Cambiamenti climatici: l'adattamento non ostacoli la prevenzione

Pompieri all'opera

La retorica dell'adattamento rischia di far coincidere il controllo degli effetti del cambiamento climatico con l'intervento sulle sue cause. La sanità pubblica insegna che protezione e mitigazione non sono strategie alternative: senza la prevenzione primaria, ogni altra misura di tutela resta una rincorsa a un rischio destinato a crescere.

Sylvain Pedneault, CC BY-SA 3.0 <https://creativecommons.org/licenses/by-sa/3.0>, via Wikimedia Commons

Dopo l'intervento su Scienza in rete dedicato ad argomentare che quello che oggi viene spesso definito “adattamento” ai cambiamenti climatici non coincide con l'adattamento biologico della specie umana, ma piuttosto in strategie tecnologiche, urbanistiche e organizzative finalizzate a migliorare la convivenza con un ambiente sempre più ostile, ritengo utile compiere un ulteriore passo sul terreno della sanità pubblica.