Secondo una recente analisi, l'uomo mummificato rinvenuto sulle Alpi nel 1991 non sarebbe stato abbandonato morente dopo un sanguinoso incidente, ma avrebbe avuto una degna sepoltura.
Finora gli archeologi che avevano studiato la mummia del Similaun, meglio conosciuta con il nomignolo di Ötzi, avevano preso in considerazione solamente il cadavere, curandosi in minor misura di quanto vi era intorno. Alessandro Vanzetti (Università La Sapienza di Roma) e i suoi collaboratori, invece, hanno provato a indagare impiegando una tecnica differente, la Spatial Point Pattern Analysis. Dopo aver creato una mappa accurata del materiale biologico e degli artefatti rinvenuti sulla scena del ritrovamento della mummia, hanno studiato i possibili spostamenti indotti dal susseguirsi degli episodi di gelo e disgelo nel corso dei millenni.
Da questa analisi Vanzetti e collaboratori hanno tratto la conclusione – pubblicata sull'ultimo numero di Antiquity – che ci troviamo in presenza di uno scenario attribuibile più a un preciso cerimoniale di sepoltura che non a un evento drammatico e sanguinoso. L'analisi dei pollini rinvenuti intorno alla mummia, inoltre, suggerirebbe che Ötzi sarebbe stato sepolto dalla sua tribù alcuni mesi dopo la sua morte.
Un nuovo scenario per Ötzi
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Quando la scienza deve parlare: l'ecocidio nella Striscia di Gaza

Parlare di ambiente mentre a Gaza si consuma una catastrofe umanitaria può sembrare inappropriato. Eppure la distruzione ecologica è parte integrante della violenza, perché acqua, suolo e aria contaminati e compromessi prolungano nel tempo i danni alla salute e alla vita delle comunità. Il concetto di ecocidio offre una chiave per comprendere la portata strutturale del disastro e le responsabilità che ne derivano. E anche per questo la comunità scientifica è chiamata a documentare e denunciare ciò che accade.
In copertina: Gaza City a febbraio 2025. Crediti: Jaber Jehad Badwan/Wikimedia Commons. Licenza: CC BY-SA 4.0
Può apparire fuori luogo parlare di ecologia di fronte al disastro umanitario nella Striscia di Gaza, una tragedia immane che non è certo il risultato di eventi ‘naturali’. Le operazioni condotte dalle Israel Defense Forces (IDF) sono al centro di accuse di genocidio all’esame della Corte Internazionale di Giustizia, mentre davanti alla Corte Penale Internazionale sono in corso procedimenti nei confronti di esponenti del governo israeliano per presunti crimini internazionali.