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Niente lune per gli hot Jupiters

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In un studio si sostiene che ben difficilmente i pianeti giganti gassosi orbitanti a breve distanza dalla loro stella riescano a conservare i satelliti originali, spazzati via in seguito all'evoluzione dinamica dell'orbita del pianeta.
Gran parte degli esopianeti sono catalogati come hot Jupiters. Il nome indica sia le dimensioni e la composizione prettamente gassosa di tali oggetti – proprio come Giove, il gigante del Sistema solare – sia l'estrema vicinanza al loro Sole e la conseguente elevatissima temperatura che li caratterizza. In una analisi recentemente pubblicata su Astrophysical Journal Letters, Fathi Namouni (Université de Nice) sostiene che questi giganti non sono in grado di conservare i loro satelliti originari.
L'evoluzione dinamica di questi oggetti planetari, caratterizzata dalla migrazione verso orbite più prossime alla stella, comporta una drammatica instabilità orbitale per gli eventuali satelliti. Gli hot Jupiter, insomma, non riuscirebbero a regolarizzare in tempo le orbite delle loro lune e queste verrebbero irrimediabilmente espulse oppure sospinte su pericolose rotte di collisione.

ABC Science

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Astronomia

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vista del sito sperimentale del progetto BRIDGE|50 nei pressi del quartiere di Mirafiori a Torino

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Il 14 agosto 2018 la pila 9 del Viadotto del Polcevera a Genova, anche noto come Ponte Morandi, cedette portando con sé un tratto di 250 metri di ponte e la vita di 43 persone. Le pile sono gli elementi verticali che sostengono l’impalcato di un ponte, la striscia orizzontale dove transitano i veicoli. Le cause del crollo del Ponte Morandi, tuttora oggetto di accertamento, sono state ricercate anche nella corrosione dei cavi metallici degli stralli in calcestruzzo armato collegati alla sommità della pila 9.