L'osservatorio orbitante Fermi LAT scopre l'emissione gamma da una nova, un fenomeno non solo finora mai osservato, ma generalmente neppure contemplato nell'analisi dell'emissione energetica di questi astri.
Il termine “nova” venne creato nel XVI secolo per indicare l'apparizione improvvisa in cielo di stelle di cui fino ad allora non v'era traccia (per eventi ancora più brillanti si introdusse in seguito quello di “supernova”). Oggi sappiamo che si tratta di esplosioni termonucleari che coinvolgono la superficie di nane bianche dopo che queste hanno accumulato materia sottraendola a una stella compagna, generalmente una stella gigante.
I modelli fisici prevedono che l'esplosione possa anche sfociare nella produzione di radiazione X, ma finora non si erano mai registrate emissioni più energetiche. Gli strumenti di Fermi LAT (Large Area Telescope) hanno però individuato radiazione gamma associata a V407 Cygni, una nova scoperta da un astrofilo giapponese nel marzo scorso.
Nello studio pubblicato su Science i ricercatori della Fermi LAT Collaboration suggeriscono che l'emissione gamma provenga dall'interazione tra il materiale espulso dall'esplosione e il denso inviluppo della gigante rossa alla quale la nana bianca è gravitazionalmente legata. Intrappolate dall'onda d'urto, le particelle accelerate a velocità di poco inferiori a quelle della luce si scontrerebbero con il materiale espulso dalla gigante rossa originando la radiazione gamma.
Una nova torna a stupire
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Biliardini nella Striscia di Gaza

Durante la Guerra civile spagnola, Alejandro Campos Ramírez, combattente per la Repubblica, pensò che il biliardino avrebbe potuto aiutare i tanti bambini che avevano perso le gambe a continuare a giocare a calcio. L’impatto delle amputazioni causate dai conflitti è drammatico e richiede risorse tecnologiche e disponibilità di personale difficili da trovare. La Striscia di Gaza è il territorio con il più alto numero di bambini e bambine amputati. Ma nessuno pensa ai biliardini.
L'assistenza specialistica in contesti di crisi umanitaria è difficile da garantire e molto impegnativa. Ostacoli nell'accesso alle cure possono persistere per molto tempo. La situazione nella Striscia di Gaza è esemplare a tale proposito: dal 2006, il blocco israeliano limita gli spostamenti all’interno e attraverso i punti di ingresso, spingendo il sistema sanitario locale al collasso per la carenza di farmaci essenziali, di attrezzature e di personale sanitario, negando spesso ai pazienti i permessi necessari per cercare cure salvavita all'estero.