L'osservatorio spaziale GALEX individua misteriosi anelli ultravioletti intorno a vecchie galassie ormai quiescenti che mostrano dunque di poter ritornare in piena attività.
Per avere la conferma decisiva della presenza di quei giganteschi anelli intorno a una trentina di galassie si è dovuta scomodare la vista acuta del telescopio spaziale Hubble, ma alla fine si è appurato che GALEX (Galaxy Evolution Explorer) aveva visto bene. Anelli così intensi potrebbero essere dovuti a una massiccia produzione stellare, ma di queste stelle non vi è la minima traccia in luce visibile. C'è comunque un problema ancora più serio: le galassie interessate dal fenomeno, come testimonia il loro colore rossastro, sono vecchie e non mostrano più di poter disporre del materiale che serve a produrre nuovi astri. Quale meccanismo può aver reso possibile a galassie ormai quiescenti di poter ricominciare a sfornare stelle?
Un'idea è quella dello scontro/fusione tra galassie, ma gli astronomi hanno qualche dubbio. Per giustificare quelle strutture, infatti, una piccola galassia dovrebbe colpire proprio nel centro una galassia più grande e non si tratta certo di un evento così comune. Una seconda idea è che il materiale necessario alla rinnovata produzione stellare provenga dallo spazio intergalattico. Un lento e graduale accumulo di gas che, soprattutto nelle galassie barrate, permetterebbe loro di sperimentare una rinnovata giovinezza.
A quanto pare, insomma, l'evoluzione delle galassie non è poi così lineare e scontata come si potrebbe ritenere.
Galassie che risorgono
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Terapie riparative? No grazie: non c’è niente da riparare

Le cosiddette terapie riparative dell’omosessualità e delle identità transgender, sono pratiche condannate dalla comunità scientifica internazionale, ma un’offerta persiste in diversi Paesi, tra cui l’Italia. La UE non è riuscita a vietarle. La strada verso l’accettazione degli orientamenti di genere è ancora lunga, come ci indica drammaticamente la cronaca.
Foto di Norbu GYACHUNG su Unsplash
Il nodo è venuto al pettine: più di un milione di cittadini dell’UE ha chiesto alla Commissione Europea di vietare in tutti gli Stati membri le cosiddette terapie riparative dell’omosessualità e delle identità transgender, interventi medici e psicologici che la comunità scientifica internazionale da tempo ha giudicato inutili e nocivi, ma che vengono ancora praticati e tollerati in alcuni Paesi. Al momento, però, non esistono le condizioni politiche per raggiungere l’unanimità del Consiglio dell’Unione Europea, che occorre per approvare una decisione in tal senso.