Le regine delle termiti hanno una doppia modalità di riproduzione. La più nota è sessuata, e dà origine a insetti maschi e femmine destinati al lavoro e alla difesa della colonia, ma quella appena scoperta da ricercatori statunitensi e giapponesi è asessuata e finalizzata solo a produrre altre future regine. Queste si potranno a loro volta accoppiare con il re maschio producendo una prole molto più numerosa, senza i rischi della consanguineità. In molte colonie della specie Reticulitermes speratus, infatti, manca la regina primaria mentre sono presenti molti re e molte regine secondarie: analizzando i geni degli insetti gli studiosi hanno dimostrato che le regine sono tutte identiche tra loro e alla regina primaria, ma non hanno nulla un comune con i re, diversamente dagli altri insetti della colonia. Ciò suggerisce una riproduzione asessuata, mai descritta prima nelle termiti e comunque rara tra gli insetti. Ora bisognerà capire se il fenomeno riguarda anche altre specie e se può essere sfruttato per combattere la proliferazione delle termiti, che in molti luoghi ha conseguenze economiche devastanti.
Niente sesso, siam termiti
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(Ri)guardare ER nel 2026

Rimesso a disposizione su Netflix, "ER – Medici in prima linea" resta un caposaldo dei medical drama. Rivederla a oltre trent’anni dal debutto non significa solo ritrovare casi clinici e personaggi, ma misurare quanto siano cambiati la medicina e il lavoro sanitario non meno delle rappresentazioni sociali della malattia. E forse anche accorgersi che, più delle pratiche e della realtà, a evolversi rapidamente sono stati i modi di raccontarle.
Nell'immagine di copertina: screenshot dalla sigla di ER - Medici in prima linea
Netflix ha messo a disposizione sulla sua piattaforma la serie ER – Medici in prima linea. Per chi l’aveva appassionatamente seguita ai tempi, odi et amo: da una parte ci toccano 15 anni di puntate da rivedere, dall’altra è l’occasione di immergersi in una serie nota, amata e che ha letteralmente fatto la storia di enorme successo dei medical drama. E, in questo modo, anche di farsi due conti su come è cambiata non solo la medicina sensu strictu, ma anche i suoi rapporti con la società e il modo di raccontarla.