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Un rinnovamento continuo

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In uno studio si suggerisce che il nucleo più interno della Terra è soggetto a un processo di continua fusione e solidificazione, un ciclo che lo porta a rinnovarsi completamente in 100 milioni di anni.

A proporre questo scenario sono Thierry Alboussière, Renaud Deguen e Mickaël Melzani (Laboratoire de Géophysique Interne et Tectonophysique - CNRS) in una ricerca pubblicata su Nature nei giorni scorsi. Secondo i tre geofisici il nucleo più interno del nostro pianeta, costituito da metallo cristallizzato, sarebbe coinvolto in due processi contrastanti. Verso ovest agirebbe un processo di solidificazione che porta a inglobare nel nucleo parte dello strato fluido che lo avvolge, mentre verso est sarebbero all'opera processi di fusione. L'evidente asimmetria risultante tra i due emisferi del nucleo potrebbe spiegare lo strano comportamento delle onde sismiche noto come East-West asymmetry. Il risultato di questo processo sarebbe il continuo rinnovamento della composizione del nucleo nel volgere di 100 milioni di anni.

Poiché il processo coinvolge lo strato fluido del nucleo ritenuto responsabile della generazione del campo magnetico del pianeta, non si può escludere che il nuovo scenario porti anche a un ripensamento del funzionamento della dinamo terrestre.

ScienceNow

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Geofisica

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Nuovi fossili scoperti in Marocco e datati a circa 773mila anni fa potrebbero avvicinarci all’identità dell’ultimo antenato comune di Homo sapiens, Neanderthal e Denisova, rimasto finora sconosciuto. I resti, rinvenuti nei pressi di Casablanca e analizzati da un team internazionale di ricercatrici e ricercatori, mostrano una combinazione di caratteristiche arcaiche e moderne che apre nuovi scenari sulle origini della nostra specie.

Nell'immagine di copertina: i resti rinvenuti in Marocco. Crediti: Hublin JJ, Lefèvre D, Perini S et al. Early hominins from Morocco basal to the Homo sapiens lineage. Nature (2026). https://doi.org/10.1038/s41586-025-09914-y. Licenza: CC BY 4.0

Alcuni nuovi fossili di ominini scoperti di recente in Marocco aggiungono un nuovo tassello alla ricostruzione delle origini della nostra specie. Un team internazionale ha infatti analizzato resti datati 773mila anni fa provenienti dalla Grotte à Hominidés, nei pressi di Casablanca, scoprendo che presentano un mosaico di caratteristiche primitive e derivate che potrebbero porli alla base della linea evolutiva di sapiens, Neanderthal e Denisova.