Studio di scienziati del Bottlenose Dolphin Research Institute (BDRI) nel Golfo degli Aranci in Sardegna rivela complessità del repertorio sonoro del delfino tursiope. I risultati pubblicati nel volume Dolphins: Anatomy, Behaviour and Threats della Nova Science Publishers
Non solo fischi, ma squittii, pigolii fino ad arrivare a strilli e lamenti, questa la scoperta dello studio in capo allo spagnolo Bruno Diaz che rivela la grande varietà comunicativa e l'importanza della modulazione dei suoni nelle dinamiche di gruppo e nella gerarchia sociale di questa specie.
Le oltre 35 ore di osservazioni in superficie e in profondità e le registrazioni per un totale di 3032 fischi variamente modulati descrivono per la prima volta l'ampio registro comunicativo dei tursiopi nel loro ambiente naturale del Mar Mediterraneo: un repertorio vocale composto da 14 segnali diversi per forma acustica e durata.
Fondamentalmente i suoni si suddividono in dolci e melodiosi e vengono emessi soprattutto da madri e figli per tenere unito il gruppo e coordinare le uscite di caccia; e in squittii più secchi e complessi, se invece mirano a prevenire aggressioni, quando per esempio gli animali sono in stato di eccitazione perché si contendono la stessa preda.
Secondo gli scienziati questa modulazione sonora, oltre a stabilire le gerarchie all'interno dei gruppi, mira ad evitare i confronti diretti fra gli animali, risparmiandone le forze e ordinando i ranghi delle loro comunità. Vi é inoltre una correlazione costante fra le dimensioni del gruppo e la produzione dei suoni, a dimostrazione di una vera propria vocazione linguistica dei delfini, che si é dimostrata addirittura più raffinata di quella degli esseri umani. Come descrive il ricercatore spagnolo “la caratteristica sorprendente di questi suoni è la loro unidirezionalità”. Il delfino può essere insomma diplomatico o schietto all'occorrenza, tutt'altra cosa della nebulosa linguistica che contraddistingue molti dei nostri simili.
