fbpx La musica che ci distrae | Page 4 | Scienza in rete

La musica che ci distrae

Read time: 1 min

Chi l'avrebbe mai detto che la musica è fonte di distrazione? Ad affermarlo sono i ricercatori della University of Wales - Institute of Cardiff, in uno studio pubblicato dalla rivista Applied Cognitive Psychology.

In passato abbiamo sentito spesso parlare di ricerche che sostenevano il beneficio della musica nell'attività cerebrale. Queste però potrebbero essere smentite dal nuovo studio dei ricercatori gallesi. Essi infatti sostengono che l'ascolto di qualsiasi genere di musica causi una riduzione della concentrazione e quindi del rendimento lavorativo.

A questa conclusione si è giunti dopo diversi esperimenti in cui alcuni volontari sono stati sottoposti a test cognitivi in differenti ambienti. Un ambiente era totalmente silenzioso, uno con la musica preferita dalla persona sottoposta al test, uno con musica non gradita e infine uno con sottofondo non musicale come per esempio il traffico stradale. Secondo gli autori dello studio, l'ascolto della musica ha ridotto le performance cognitive rispetto a quelle ottenute in ambiente silenzioso. 

Autori: 
Psicologia

prossimo articolo

Ricerca pubblica e lavoro precario: il nodo irrisolto del CNR

puzzle incompleto con simboli scientifici

Il precariato nella ricerca pubblica, particolarmente al CNR, mina la competitività scientifica italiana. Ed è un problema che persiste nonostante la mobilitazione di lavoratori e lavoratrici e le misure introdotte dalle leggi di bilancio 2024 e 2025. Il sistema di ricerca italiano, sottofinanziato e strutturalmente fragile, rischia di perdere il suo capitale umano, essenziale per garantire un futuro competitivo in Europa.

Immagine di copertina creata con ChatGPT

Negli ultimi mesi il precariato nella ricerca pubblica è tornato al centro del dibattito politico grazie alla mobilitazione dei lavoratori e delle lavoratrici del Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR). Una mobilitazione che mette in luce la fragilità strutturale del sistema della ricerca italiana, cronicamente sottofinanziato e incapace di garantire percorsi di stabilizzazione adeguati a chi da anni ne sostiene il funzionamento quotidiano.