fbpx Diabete: un aiuto dalle ossa | Page 4 | Scienza in rete

Diabete: un aiuto dalle ossa

Read time: 1 min

Sono le ossa a regolare la glicemia? Sembrerebbe proprio di si. Una ricerca della Columbia University pubblicata dalla rivista Cell ha scoperto il ruolo chiave che le ossa possiedono nella regolazione dei livelli di glucosio presente nel sangue.

Questa singolare capacità dell'osso sembra essere mediata dall' osteocalcina, una importante proteina della matrice ossea importante nel regolare il processo di rinnovamento dell'osso. Essa sarebbe in grado di favorire la produzione di insulina controllando così il livello di glucosio. Più precisamente la distruzione di tessuto osseo vecchio, nel processo noto come riassorbimento, stimola il rilascio di insulina nel sangue, migliorando lo smaltimento del glucosio da parte delle cellule. 

Inoltre la ricerca ha dimostrato che se il processo di riassorbimento è danneggiato, anche il meccanismo di produzione dell'insulina smette di funzionare.

La scoperta suggerisce una nuova strada per la comprensione del diabete, forse scatenato da problemi ossei. Non solo, facendo il ragionamento inverso, attraverso il controllo dei livelli di insulina si potrebbe combattere l'osteoporosi andando ad aumentare la densità ossea.

Cell, Vol. 142, Issue 2, 296-308, 10.1016/j.cell.2010.06.003

Autori: 
Sezioni: 
Medicina

prossimo articolo

Vedere le faglie in 3D grazie al machine learning

prefettura dell aquila dopo il terremoto del 2019

Un sistema di algoritmi di machine learning permette di ricostruire la geometria tridimensionale delle faglie sismiche a partire solo dalla posizione degli ipocentri, rivelando la loro struttura gerarchica e segmentata. L’approccio, sviluppato da un gruppo di ricercatori dell’Università di Napoli Federico II e testato su diverse sequenze sismiche, potrebbe migliorare i modelli di previsione probabilistica operativa dei terremoti. Nell'immagine il palazzo della prefettura a L'Aquila dopo il terremoto del 6 aprile 2009. Credit: TheWiz83/Wikipedia (CC BY-SA 3.0). 

Siamo abituati a immaginare le faglie come piani, a separazione di blocchi di roccia che muovendosi l’uno rispetto all’altro generano i terremoti. In realtà, le faglie hanno geometrie molto più complicate. Più che come piani, dovremmo immaginarle come sottili parallelepipedi, strati di roccia con un certo spessore, all’interno dei quali si trovano altre faglie più piccole, e così via in un meccanismo di segmentazione gerarchico.