Grazie alla sua acuta vista nell'infrarosso, il telescopio spaziale Spitzer ha scoperto che all'interno di una scura nube cosmica si nasconde una tra le più attive regioni di formazione stellare della nostra Galassia.
M17 Swex è una nebulosa oscura nota agli astronomi da più di trent'anni. Fa parte della cosiddetta Nebulosa Omega, una brillante regione di formazione stellare distante oltre 4200 anni luce individuata già da Charles Messier nel 1764 e da lui battezzata con la sigla M17. Dal confronto tra le immagini in luce visibile e quelle infrarosse di Spitzer, sembra quasi che M17 Swex emerga praticamente dal nulla e, se osservata con un pizzico di fantasia, richiama proprio l'aspetto di un drago volante. Ma il telescopio infrarosso ha mostrato ben altro agli astronomi. In quelle regioni, infatti, si nascondono migliaia di stelle nei primissimi stadi della loro formazione.
Secondo Matthew Povich (Penn State University) e collaboratori, autori di uno studio pubblicato recentemente su Astrophysical Journal, in M17 Swex si stanno formando non meno di 10 mila stelle, oltre 200 delle quali molto più grandi e calde del nostro Sole.
Responsabile di quella prolifica produzione stellare sarebbe il fatto che la regione di M17 sta attraversando il braccio del Sagittario, uno dei bracci a spirale della nostra Galassia. La concentrazione di gas e polveri che accompagna la struttura galattica agirebbe insomma quasi da detonatore per quell'esplosione di giovani stelle.
Il segreto del Drago volante
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Ominini arcaici, alla ricerca dell'antenato comune

Nuovi fossili scoperti in Marocco e datati a circa 773mila anni fa potrebbero avvicinarci all’identità dell’ultimo antenato comune di Homo sapiens, Neanderthal e Denisova, rimasto finora sconosciuto. I resti, rinvenuti nei pressi di Casablanca e analizzati da un team internazionale di ricercatrici e ricercatori, mostrano una combinazione di caratteristiche arcaiche e moderne che apre nuovi scenari sulle origini della nostra specie.
Nell'immagine di copertina: i resti rinvenuti in Marocco. Crediti: Hublin JJ, Lefèvre D, Perini S et al. Early hominins from Morocco basal to the Homo sapiens lineage. Nature (2026). https://doi.org/10.1038/s41586-025-09914-y. Licenza: CC BY 4.0
Alcuni nuovi fossili di ominini scoperti di recente in Marocco aggiungono un nuovo tassello alla ricostruzione delle origini della nostra specie. Un team internazionale ha infatti analizzato resti datati 773mila anni fa provenienti dalla Grotte à Hominidés, nei pressi di Casablanca, scoprendo che presentano un mosaico di caratteristiche primitive e derivate che potrebbero porli alla base della linea evolutiva di sapiens, Neanderthal e Denisova.