fbpx Il soffio del microquasar | Page 4 | Scienza in rete

Il soffio del microquasar

Read time: 2 mins

Osservazioni con il VLT e con il telescopio spaziale Chandra hanno permesso di individuare un microquasar incredibilmente energetico distante 12 milioni di anni luce che sta soffiando nello spazio una bolla di gas davvero gigantesca.
Il termine microquasar è stato ideato dagli astronomi per indicare oggetti celesti di massa stellare la cui emissione assomiglia moltissimo a quella tipica dei quasar, i nuclei galattici estremamente attivi la cui energia è dovuta alla presenza di un buco nero supermassiccio. Anche per i microquasar il responsabile è un buco nero, ma la sua massa è di poche masse solari e il rilascio di energia è dovuto alla materia che, attirata dalla gravità, gli spiraleggia intorno. Tipica per queste sorgenti è la presenza di intensi getti di particelle espulse a velocità relativistiche.
I dati, raccolti da Manfred W. Pakull (Università di Strasburgo) e collaboratori con il Very Large Telescope e il Chandra X-ray Observatory, indicano che i getti di un microquasar appartenente alla galassia NGC 7793 stanno gonfiando una bolla di gas delle dimensioni di un migliaio di anni luce, il doppio di quanto osservato finora in altri microquasar. Nello studio pubblicato su Nature i ricercatori spiegano che, anzichè essere destinata alla produzione di elettroni relativistici, l'energia dei getti - superiore a quella osservata per altri microquasar - viene liberata soprattutto sotto forma di calore. Le osservazioni in diverse regioni dello spettro indicano che il gas caldo pompato da quei getti energetici si sta espandendo alla velocità di almeno un milione di chilometri all'ora e che questa incredibile attività perdura da almeno 200 mila anni.

ESO - Research paper

Autori: 
Sezioni: 
Astronomia

prossimo articolo

Morbillo, un ritorno annunciato: perché l’eradicazione si allontana

virus del morbillo al microscopio elettronico

Dopo anni di progressi, il morbillo torna a circolare in vaste aree del mondo e diversi Paesi hanno perso lo stato di eliminazione certificato dall’OMS. È un segnale d’allarme che va oltre la singola malattia e porta a interrogarsi su programmi vaccinali, politiche sanitarie e cooperazione internazionale. E ci mostra che l’eradicazione non è solo una sfida biologica, ma soprattutto organizzativa, politica e culturale.

In copertina: virus del morbillo al microscopi oelettronico. Crediti: CDC/Wikimedia Commons. Licenza: pubblico dominio

Lo scorso 23 gennaio l’Organizzazione mondiale della sanità ha annunciato che sei Paesi della regione europea hanno perso il loro stato “eliminazione del morbillo”: Armenia, Austria, Azerbaijan, Spagna, Regno Unito, e Uzbekistan. Il Canada lo aveva perso già lo scorso anno. La situazione negli USA sarà valutata dall’OMS il prossimo aprile, ma tutti i segnali puntano alla perdita dello status anche per loro.