fbpx La formula del Rigore perfetto | Page 14 | Scienza in rete

La formula del Rigore perfetto

Read time: 2 mins

Domenica 11 luglio, la data fatidica è arrivata. Si gioca la finale dei mondiali di calcio tra Olanda e Spagna. Dovesse finire come quattro anni fa, con i calci di rigore a decidere la vincitrice, per i calciatori che scenderanno in campo sarebbe utile leggere questa breve news. Perchè? Il motivo è semplice, per tirare un rigore occorre studiare.

Ma è veramente così difficile tirare un calcio di rigore? Cosa ci vuole a far passare un oggetto di poco più di 20 centimetri di diametro per una porta che misura 7 metri e 32 centimetri? Anzi, per volerla fare ancor più facile, cosa ci vuole a farla passare in 17,86 metri quadrati?

Tutti questi numeri sono stati utilizzati da Tim Cable, della John Moores University di Liverpool, per creare l'equazione del rigore perfetto. 

Il suo gruppo di ricerca ha studiato ore e ore di filmati ad alta definizione relativi ai calci di rigore per trovare la formula per il tiro imparabile.Secondo Cable, uno dei punti fondamentali del rigore perfetto è la velocità da imprimere al pallone. Deve essere di almeno 105 chilometri orari. Per raggiungere una simile velocità occorrono almeno 5-6 passi prima di raggiungere il pallone. Inoltre bisogna fare attenzione a come si colpisce la palla rispetto alla corsa, non superando l’angolo di tiro di più di 20-30 gradi. Ultimo punto fondamentale: il pallone deve essere calciato in un'area ben precisa, a mezzo metro di distanza tra la traversa e il palo. Non vi resta che provare.

Schema del calcio di rigore perfetto

Autori: 
Sezioni: 
Sport

prossimo articolo

La variabilità genetica non è un rumore di fondo. In ricordo di Guido Modiano


Il 2 gennaio è scomparso il genetista Guido Modiano, scienziato rigoroso e persona esigente, ha preso parte ai lavori di ricerca che hanno guidato la transizione dalla genetica classica a quella molecolare. Cruciale il suo contributo nel dibattito su razza e razzismo.
 

Immagine di copertina creata con ChatGPT

La scomparsa di Guido Modiano, il 2 gennaio scorso all’età di 94 anni, lascia un vuoto culturale nella comunità degli studiosi di biologia umana, che perde un protagonista storico della ricerca sui fattori genetico-molecolari coinvolti nei processi adattativi di popolazioni distribuite in contesti ecologico-sociali diversi. Inoltre, la riflessione critica che in Italia — ma non solo — ha contribuito a chiarire che la natura della variabilità genetica nelle popolazioni umane rende scientificamente insignificante il concetto di razza, gli deve molto.