fbpx Il protone s'è ristretto | Page 3 | Scienza in rete

Il protone s'è ristretto

Read time: 2 mins

Misurazioni e calcoli effettuati ricorrendo all'elettrodinamica quantistica (QED) indicano che le dimensioni del protone sono inferiori del 4% rispetto a quanto ritenuto finora. Sembrerebbe un'inezia, ma i fisici sono piuttosto perplessi.
Il risultato, ottenuto dal team di Randolf Pohl (Max Planck Institute of Quantum Optics) e pubblicato su Nature, è particolarmente inatteso perchè la teoria sulla quale si basa è tra le più precise in assoluto della fisica. I ricercatori hanno misurato con un particolare sistema laser i livelli energetici di atomi di idrogeno nei quali gli elettroni erano stati sostituiti da muoni. E' dagli anni Sessanta che i fisici determinano le dimensioni del protone studiando i livelli energetici dell'elettrone che gli ronza intorno, perfettamente descritti dalle leggi della meccanica quantistica. Alcuni di questi livelli, infatti, dipendono in parte dalle dimensioni del protone.
Per le loro misurazioni, però, Pohl e collaboratori hanno studiato atomi di idrogeno nei quali gli elettroni avevano ceduto il posto ai muoni, particelle strettamente imparentate con gli elettroni, ma 207 volte più pesanti. E' stata proprio questa sostituzione che ha permesso ai ricercatori di ottenere valutazioni più accurate delle dimensioni del protone.
Ora si tratta di capire dove possa risiedere il motivo della disparità di risultato. Escludendo un errore nella QED, la particolare complessità del protone (tre quark tenuti assieme da gluoni) richiede di verificare se nei calcoli possa essere sfuggita la valutazione di qualche particolare interazione tra i suoi componenti e il muone.

Nature News - ScienceNow

Autori: 
Sezioni: 
Indice: 
Fisica

prossimo articolo

Dare voce alle emozioni: il ruolo inatteso dell’IA

sagoma di volto con fogli colorati che escono dalla testa

Nella “società delle mangrovie”, come la definisce il filosofo Luciano Floridi, dove umano e digitale si intrecciano, l’intelligenza artificiale smette di essere solo fonte di inquietudine e diventa strumento di espressione. Il libro "EmoziIonAbili" (Pisa University Press) racconta come l’IA generativa possa trasformarsi in un «esoscheletro cognitivo» capace di dare voce a giovani con disabilità, amplificando emozioni e storie senza tradirle, e aprendo nuove strade per un uso etico e inclusivo della tecnologia.

L’intelligenza artificiale generativa, che dal 2022 sta trasformando profondamente la nostra vita, continua a disorientarci: ci somiglia così tanto da rendere difficile tracciare un confine tra ciò che produce e ciò che siamo in grado generare noi. Del resto, ha imparato a esprimersi osservandoci e imitandoci, e lo fa sempre meglio. Tutto questo inquieta: saprà fermarsi quando lo vorremo noi?