fbpx Il peso della Via Lattea | Page 10 | Scienza in rete

Il peso della Via Lattea

Read time: 1 min

Una nuova stima della massa della nostra Galassia indica che è in linea con quella di altre galassie vicine; il nuovo valore, però, è due volte maggiore di quello suggerito da stime precedenti. Come la mettiamo?

Lo studio, pubblicato su Astrophysical Journal, è opera di un gruppo di astronomi tedeschi dell'Osservatorio di Bamberg e dell'Istituto di Astrofisica di Potsdam che hanno valutato la massa della Via Lattea studiando il moto di una stella appartenente all'alone galattico. La stella presa in considerazione è SDSS J1539+0239, un astro estremamente vecchio distante circa 40 mila anni luce dal Sole la cui velocità rispetto al nucleo galattico è di quasi 700 km/s.

L'accurata ricostruzione tridimensionale del suo moto ha permesso ai ricercatori di risalire alla massa necessaria affinchè la stella, nonostante il tempo che le è stato offerto dalla sua veneranda età, rimanga tuttora legata gravitazionalmente alla Via Lattea e non se ne vada a zonzo nello spazio intergalattico. Il calcolo ha portato Norbert Przybilla e i suoi tre collaboratori a concludere che la massa della Galassia debba essere superiore a 1800 miliardi di masse solari.
Facile prevedere che ora i sostenitori di altre stime non se ne staranno con le mani in mano.

INAF - Research paper (arXiv)

Autori: 
Sezioni: 
Astronomia

prossimo articolo

Di che cosa parliamo quando parliamo di TEA

Campo coltivato di cereali al tramonto

Negli ultimi anni, le tecniche di ingegneria genetica e la cosiddetta “evoluzione assistita” (TEA) hanno riacceso il dibattito, in campo non solo scientifico, ma anche economico e culturale. La questione centrale può essere riassunta in una domanda: è davvero possibile, con le tecnologie attuali, intervenire sul DNA di una pianta coltivata per renderla più resistente senza dover fare i conti con implicazioni più ampie, di tipo biologico, evolutivo, agroecologico e persino filosofico? Crediti immagine: Yosi Azwan su Unsplash

L’annuncio del prossimo arrivo di nuove varietà di piante coltivate definite TEA (Tecniche di Evoluzione Assistita, interpretazione italiana di New Genetic Techniques) riaccende il dibattito su quanto la genetica possa realisticamente ottenere in termini di aumento delle produzioni alimentari e su come, modificando uno o pochi geni del corredo genetico, si possano aumentare stabilmente le resistenze a stress e parassiti, migliorare la sicurezza alimentare nei suoi diversi risvolti di sostenibilità, di equità e di etica.