fbpx Il peso della Via Lattea | Scienza in rete

Il peso della Via Lattea

Primary tabs

Read time: 1 min

Una nuova stima della massa della nostra Galassia indica che è in linea con quella di altre galassie vicine; il nuovo valore, però, è due volte maggiore di quello suggerito da stime precedenti. Come la mettiamo?

Lo studio, pubblicato su Astrophysical Journal, è opera di un gruppo di astronomi tedeschi dell'Osservatorio di Bamberg e dell'Istituto di Astrofisica di Potsdam che hanno valutato la massa della Via Lattea studiando il moto di una stella appartenente all'alone galattico. La stella presa in considerazione è SDSS J1539+0239, un astro estremamente vecchio distante circa 40 mila anni luce dal Sole la cui velocità rispetto al nucleo galattico è di quasi 700 km/s.

L'accurata ricostruzione tridimensionale del suo moto ha permesso ai ricercatori di risalire alla massa necessaria affinchè la stella, nonostante il tempo che le è stato offerto dalla sua veneranda età, rimanga tuttora legata gravitazionalmente alla Via Lattea e non se ne vada a zonzo nello spazio intergalattico. Il calcolo ha portato Norbert Przybilla e i suoi tre collaboratori a concludere che la massa della Galassia debba essere superiore a 1800 miliardi di masse solari.
Facile prevedere che ora i sostenitori di altre stime non se ne staranno con le mani in mano.

INAF - Research paper (arXiv)

Autori: 
Sezioni: 
Astronomia

prossimo articolo

Cambiamenti climatici: l'adattamento non ostacoli la prevenzione

Pompieri all'opera

La retorica dell'adattamento rischia di far coincidere il controllo degli effetti del cambiamento climatico con l'intervento sulle sue cause. La sanità pubblica insegna che protezione e mitigazione non sono strategie alternative: senza la prevenzione primaria, ogni altra misura di tutela resta una rincorsa a un rischio destinato a crescere.

Sylvain Pedneault, CC BY-SA 3.0 <https://creativecommons.org/licenses/by-sa/3.0>, via Wikimedia Commons

Dopo l'intervento su Scienza in rete dedicato ad argomentare che quello che oggi viene spesso definito “adattamento” ai cambiamenti climatici non coincide con l'adattamento biologico della specie umana, ma piuttosto in strategie tecnologiche, urbanistiche e organizzative finalizzate a migliorare la convivenza con un ambiente sempre più ostile, ritengo utile compiere un ulteriore passo sul terreno della sanità pubblica.