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Il naso elettronico

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Un naso artificiale che in tempo reale potrà individuareprodotti pericolosi e forse malattie. E’ il dispositivo al quale stanno lavorando ricercatori di Italia, Francia e Spagna grazie al progetto europeo Bond. Un lavoro che si concluderà nel 2012 con la creazione di un naso bio-elettronico maneggevole ed economico, che sarà applicabile a vari campi, dalla sicurezza, al controllo degli alimenti, alla medicina (diagnosi precoce attraverso il rilevamento di odori nei fluidi corporei). Avrà le stesse caratteristiche del naso animale ma amplificato nelle sue capacità ricettive e capace di rilevare alcuni tipi di odori. Il dispositivo sarà composto da una serie di biosensori basati sui recettori olfattivi capaci di inviare segnali elettronici al rilevamento di una certa tipologia di odore. «Un’applicazione del dispositivo bio-elettronico che stiamo cercando di sviluppare interesserà l’ambito agroalimentare e intende perfezionare alcune bio-tecniche coinvolte nell’allevamento del bestiame. », spiega Edith Pajot a capo, con Roland Salesse, dell’unità di ricerca NOeMI dell’Institut national de la recherche agornomique nell’Ile de France. Un progetto certamente ambizioso ma che basa le sue buone possibilità di realizzazione sui risultati ottenuti in un programma precedente, sempre europeo, lo SPOT-NOSED che dal 2003 al 2006 ha indagato con successo la fattibilità del Bond. «Ora si tratta di partire da quei risultati e agire per creare gli strumenti per rendere realmente funzionale l’idea di base. Un buon passo in avanti è stato già fatto con la creazione di alcuni prototipi» ha spiegato Marco Sampietro del Dipartimento di Elettronica e Informazione del Politecnico di Milano che si occupa della ricerca elettronica per il progetto. «La tendenza della scienza è ora quella di utilizzare il materiale biologico presente in natura in modo elettronico e in questo momento si può sperare di farlo», conclude Sampietro.

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Autori: 
Bioingengneria

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Nell'immagine di copertina: i resti rinvenuti in Marocco. Crediti: Hublin JJ, Lefèvre D, Perini S et al. Early hominins from Morocco basal to the Homo sapiens lineage. Nature (2026). https://doi.org/10.1038/s41586-025-09914-y. Licenza: CC BY 4.0

Alcuni nuovi fossili di ominini scoperti di recente in Marocco aggiungono un nuovo tassello alla ricostruzione delle origini della nostra specie. Un team internazionale ha infatti analizzato resti datati 773mila anni fa provenienti dalla Grotte à Hominidés, nei pressi di Casablanca, scoprendo che presentano un mosaico di caratteristiche primitive e derivate che potrebbero porli alla base della linea evolutiva di sapiens, Neanderthal e Denisova.