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La tempesta di un esopianeta

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Accurate misurazioni effettuate al Very Large Telescope hanno permesso a un team di astronomi di misurare l'incredibile velocità del vento che flagella un pianeta extrasolare distante 150 anni luce.

Lo studio, pubblicato su Nature nei giorni scorsi, è il primo in assoluto di questo genere ed è opera di un gruppo di ricerca internazionale coordinato da Ignas A.G. Snellen (Leiden Observatory). Grazie alle prestazioni dello spettrografo CRIRES (CRyogenic high-resolution InfraRed Echelle Spectrograph), gli astronomi hanno potuto misurare le velocità di spostamento del monossido di carbonio presente nell'atmosfera di HD209458b, un pianeta extrasolare di massa pari a circa il 60% di quella di Giove che orbita davvero molto vicino alla sua stella, solo un ventesimo della distanza che separa la Terra dal Sole. I dati di CRIRES hanno indicato che i venti di quell'esopianeta soffiano a velocità comprese tra 5.000 e 10.000 chilometri orari.
Non si tratta, però, dell'unico risultato ottenuto dal team. I ricercatori, infatti sono riusciti a misurare anche quanto carbonio fosse presente nell'atmosfera di HD209458b, scoprendo una notevole somiglianza con la composizione di Giove e di Saturno. I dati di CRIRES, infine, hanno anche permesso di misurare direttamente la velocità del pianeta sulla sua orbita, un dato grazie al quale gli astronomi hanno determinato sia la massa del pianeta che quella della sua stella.

ESO - Research paper

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Astronomia

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Luigi Nicolais

Luigi (Gino) Nicolais, nato nel 1942, è stato assessore, ministro, professore universitario, presidente CNR, ma soprattutto uno scienziato di fama nel campo della ingegneria chimica e dello studio dei materiali. Sempre attento ai temi dell'innovazione e della politica della ricerca, ha contribuito a fondare, nel 2003, il Gruppo 2003 per la ricerca scientifica. È scomparso il 12 gennaio 2026. Il Gruppo 2003 lo ricorda come un caro amico e ispirato presidente. 

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