fbpx Isole che si allargano | Scienza in rete

Isole che si allargano

Primary tabs

Read time: 2 mins

Tra le prime conseguenze del riscaldamento globale è logico ipotizzare l'innalzamento del livello degli oceani e con esso – sempre secondo logica – la scomparsa graduale dei meravigliosi atolli del Pacifico. Una ricerca, però, sembrerebbe smentire tale conclusione.

Arthur Webb (Pacific Islands Applied Geoscience Commission) e Paul Kench (University of Aukland) hanno utilizzato immagini aeree storiche e riprese satellitari di 27 atolli dell'Oceano Pacifico centrale raccolte nel corso di un arco temporale che va dai 19 ai 61 anni per una analisi quantitativa dei loro cambiamenti. I risultati che emergono dallo studio, pubblicato su Global and Planetary Change, indicano che nell'arco di tempo coperto dagli archivi fotografici solo il 14% di quegli atolli è stato interessato da una diminuzione della superficie e che in moltissimi casi (il 43 %) si può addirittura rilevare un suo aumento.

Secondo i ricercatori l'aumento rilevato, che potrebbe forse permettere alle isole di tenere testa all'innalzamento del livello marino, è riconducibile al loro basso profilo costiero che permetterebbe alle ondate più intense di infrangersi proprio sulle sommità degli atolli, depositandovi i sedimenti provenienti dalla spiaggia o dai bassi fondali circostanti. Con questa conservazione della superficie, però, vanno di pari passo cambiamenti forse più incisivi, quali lo spostamento dell'isola rispetto alla laguna e variazioni importanti della planimetria. “La terra degli atolli – ha sottolineato Kench – potrà ancora essere al suo posto, ma come la mettiamo con la possibilità di sostenere la presenza degli insediamenti umani?”

ABC Science

Autori: 
Sezioni: 
Free tag: 
Indice: 
Ambiente

prossimo articolo

La multa non basta: Meta patteggia, ma gli algoritmi restano intatti

adulto e bambini che guardano lo smartphone

Il maxi patteggiamento di Meta con gli Stati americani introduce limiti d'uso per la popolazione adolescente, ma lascia intatti gli algoritmi che catturano l’attenzione e riguarda solo gli Stati Uniti. Vietare non basta: servono regole più ampie, un'informazione libera e indipendente e una comunità educante (famiglie, scuola, pediatri) capace di accompagnare ragazzi e ragazze nell'uso dei device. Da qui l'idea di un bugiardino digitale, come per i farmaci.

Foto di Vitaly Gariev su Unsplash

La società Meta, che controlla Facebook, Instagram e WhatsApp, è stata chiamata in giudizio da 29 Stati americani con l'accusa di aver progettato le proprie piattaforme in modo da favorire un uso compulsivo da parte di bambini e adolescenti, con possibili conseguenze sulla loro salute. Sono 47, in realtà, gli Stati americani (più il distretto di Columbia) che hanno intrapreso azioni legali contro Meta, ma il nucleo principale dell'azione legale è stato portato avanti da 29 Stati.