Quattro astrofisici dell'Università della California a Berkeley sono riusciti a ricostruire l'avvicinamento e lo spettacolare e drammatico tuffo di una piccola cometa fin nelle profondità della torrida atmosfera del Sole.
Lo studio, presentato al Meeting dell'American Astronomical Society tenutosi a fine maggio a Miami, si è basato sui dati raccolti dall'osservatorio solare orbitante SOHO (Solar and Heliospheric Observatory) e dagli osservatori gemelli STEREO (Solar Terrestrial Relations Observatory), due osservatori spaziali lanciati nell'ottobre 2006 che, grazie alla loro posizione nello spazio, permettono una osservazione 3D della nostra stella. Per completare la ricostruzione dell'evento, inoltre, i ricercatori hanno potuto fare affidamento sui dati raccolti nell'ultravioletto dal Solar Observatory di Mauna Loa (Hawaii). E' stato così possibile individuare la breve traccia lasciata dalla cometa fino a poche migliaia di chilometri al di sopra della superficie solare, dopo aver sfidato i milioni di gradi della corona e i 100 mila gradi della cromosfera.
Non è certo la prima volta che si assiste alla drammatica caduta di una cometa sul Sole, ma mai come questa volta è stato possibile seguirne il viaggio così in profondità. Secondo i ricercatori si è probabilmente trattato di una cometa della cosiddetta famiglia di Kreutz, uno sciame di piccole comete – probabilmente i frantumi di un oggetto più grande – originariamente appartenenti al gruppo degli asteroidi Greci o Troiani di Giove e nel 2004 espulse dalla loro orbita e dirottate su una strada senza ritorno.
Tuffo suicida
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Quando la scienza deve parlare: l'ecocidio nella Striscia di Gaza

Parlare di ambiente mentre a Gaza si consuma una catastrofe umanitaria può sembrare inappropriato. Eppure la distruzione ecologica è parte integrante della violenza, perché acqua, suolo e aria contaminati e compromessi prolungano nel tempo i danni alla salute e alla vita delle comunità. Il concetto di ecocidio offre una chiave per comprendere la portata strutturale del disastro e le responsabilità che ne derivano. E anche per questo la comunità scientifica è chiamata a documentare e denunciare ciò che accade.
In copertina: Gaza City a febbraio 2025. Crediti: Jaber Jehad Badwan/Wikimedia Commons. Licenza: CC BY-SA 4.0
Può apparire fuori luogo parlare di ecologia di fronte al disastro umanitario nella Striscia di Gaza, una tragedia immane che non è certo il risultato di eventi ‘naturali’. Le operazioni condotte dalle Israel Defense Forces (IDF) sono al centro di accuse di genocidio all’esame della Corte Internazionale di Giustizia, mentre davanti alla Corte Penale Internazionale sono in corso procedimenti nei confronti di esponenti del governo israeliano per presunti crimini internazionali.