La spettacolare immagine infrarossa di M83 diffusa dall'ESO ci mostra i dettagli di questa piccola galassia famosa tra gli astronomi soprattutto per l'elevato numero di supernovae che la contraddistingue.Si tratta di una delle più nitide immagini di M83 mai catturate da terra e la sua superba qualità è merito di HAWK-I (High-Acuity Wide-field K-band Imager), la straordinaria fotocamera per l'infrarosso a disposizione del Very Large Telescope presso il Paranal Observatory in Cile.
Distante circa 15 milioni di anni luce in direzione della costellazione dell'Idra, M83 è per alcuni aspetti una riproduzione in scala ridotta della nostra Via Lattea. L'osservazione in luce infrarossa permette agli astronomi di rilevare appieno la sua struttura a spirale e la miriade di stelle che la popolano. In luce visibile, infatti, i gas e le polveri costituiscono una barriera insormontabile impedendo senza scampo al nostro sguardo di andare oltre.
Gli astronomi confidano che le nuove dettagliate immagini possano aiutarli a venire a capo del misterioso primato che contraddistingue M83: nel corso dell'ultimo secolo, infatti, in quell'isola stellare si sono accese ben 6 supernovae, un numero esorbitante se pensiamo che è identico al numero complessivo di supernovae esplose nella nostra Galassia di cui abbiamo testimonianze storiche.
Un fantastico ritratto di M83
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Estinzioni lente come l'oblio: il tempo che non vediamo

Le estinzioni non sono mai state ciò che immaginiamo: non catastrofi improvvise confinate nel passato, né processi lenti e gestibili nel presente. La storia della megafauna del Pleistocene e la crisi della biodiversità contemporanea rivelano una stessa trama, deformata dalla nostra percezione del tempo. Tra eventi compressi e urgenze diluite, perdiamo la capacità di riconoscere la reale velocità del cambiamento e le sue conseguenze ecologiche. Dalla megafauna del Pleistocene alle estinzioni moderne, Alice Mosconi riporta la cronaca di una doppia distorsione temporale, mentre il mondo svanisce davvero.
Siamo soliti raccontare le estinzioni del passato, dai dinosauri a quelle della megafauna del Pleistocene, come eventi rapidi e traumatici. Quando ci riferiamo alle estinzioni in corso oggi, invece, tendiamo a vederle come processi lenti, gestibili e, quindi, ancora reversibili.
In entrambi i casi, la nostra percezione è distorta e la scala temporale non è quella corretta. Questo errore non è neutro, ma ha delle conseguenze.