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HIV e Alcol: binomio pericoloso

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Il virus dell’HIV tende a progredire in maniera più veloce in chi beve troppo.

Lo studio, durato più di sette anni e pubblicato dalla rivista AIDS Research and Human Retroviruse, ha analizzato quasi 600 persone infette da HIV che abusavano di alcol e non erano in cura con la classica terapia anti-retrovirale.

La progressione della malattia è stata valutata analizzando nel tempo la quantità di linfociti T CD4+ circolanti nel sangue, che tipicamente sono ridotti nelle persone col virusdell’AIDS. Nei pazienti con dipendenza alcolica si è osservata una maggiore riduzione nel livello di linfociti rispetto ai malati non dipendenti e quindi una più veloce progressione della malattia.

http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC2247363/

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edifici crollati nella provincia turca di Hatay

I sistemi di allerta sismica precoce puntano ad avvertire con secondi o decine di secondi di anticipo che è in arrivo un terremoto pericoloso. Si basano sul fatto che quando la crosta terrestre si frattura, si generano due tipi di onde. Le prime, longitudinali, solitamente non causano danni e viaggiano più velocemente delle seconde, trasversali che invece possono causare danni anche significativi agli edifici e quindi alle persone. I sistemi di allerta precoce processano il segnale delle prime onde e prevedono se e dove, nell’area circostante l’epicentro, è probabile che le seconde siano distruttive. Un gruppo di sismologi dell’Università di Napoli Federico II ha messo alla prova un approccio innovativo all’allerta precoce sfruttando i dati relativi alla prima delle due scosse che hanno colpito la regione tra Turchia e Siria a febbraio del 2023. Quella sequenza sismica ha causato quasi sessantamila morti, lasciando un milione e mezzo di persone senza casa. Nell’immagine: edifici crollati nella provincia turca di Hatay il 7 febbraio 2023. Credit: Hilmi Hacaloğlu/Voice of America.

Un gruppo di sismologi dell’Università di Napoli Federico II ha messo a punto un sistema per l’allerta sismica precoce e lo ha testato retrospettivamente sulla prima delle due scosse che hanno colpito la regione al confine tra Turchia e Siria il 6 febbraio del 2023. Considerando una soglia di intensità sismica (l’effetto del terremoto su persone e cose) moderata, il sistema si è dimostrato in grado di prevedere la zona da allertare con un anticipo che varia da 10 a 60 secondi allontanandosi dall’epicentro da 20 a 300 chilometri, con una percentuale molto contenuta di falsi allarmi.