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Morte cellulare? Non nei maratoneti

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Un intenso esercizio fisico come correre una maratona è in grado di bloccare il meccanismo che porta la cellula all’apoptosi. Questo processo, chiamato anche suicidio cellulare, risulta notevolmente ridotto dopo la prestazione fisica.

Lo studio, pubblicato su BMC Physiology e realizzato da Gabriella Marfe dell’Università Tor Vergata di Roma, ha preso in esame un gruppo di atleti amatori che regolarmente corrono maratone. Il processo di apoptosi, nelle cellule analizzate dopo la gara, è risultato significativamente ridotto se confrontato con quello di persone che non avevano sostenuto la corsa.

La chiave di questo processo sembra essere la proteina SIRT1, la cui produzione è stimolata dal l’esercizio fisico. Essa è coinvolta nel processo di mantenimento delle cellule muscolari e questo spiegherebbe l’effetto protettivo dello sport nei confronti dell’invecchiamento causato dalla morte cellulare.

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Nano per Matilde è la stella che più brilla in cielo e ogni sera la cerca e le augura la buonanotte. Matilde ha da poco compiuto due anni e Nano è il cocker spaniel inglese, fulvo, che per 14 anni ha accompagnato la vita della mamma di Matilde. Nano, intelligente, socievole e giocherellone se ne è andato da poco ma era stato ben presente nel mettersi in piedi, camminare, cadere e giocare di Matilde. La strada scelta dalla mamma di Matilde è stata quella di raccontarle che Nano è andato in cielo ed è diventato una stella.