Forse siamo a una svolta importante nell'astronomia solare e, più di sessant'anni dopo le proposte pionieristiche di Hannes Alfvén, possiamo spiegare perché la temperatura della corona solare (lo strato più esterno, visibile in occasione delle eclissi) superi il milione di gradi, mentre la fotosfera (la superficie visibile della nostra stella) si attesti solamente intorno a quota 6000.
Un paio di anni fa Robertus Erdélyi (Sheffield University) pubblicò su Science un lavoro teorico in cui mostrava come riuscire a individuare quelle onde magnetiche torsionali ipotizzate da Alfvén che mai nessuno era riuscito a individuare. Tali onde si genererebbero per il moto torsionale dei tubi di flusso magnetico nell'atmosfera solare e sarebbero in grado di trasportare fin nella corona una quantità di energia sufficiente a giustificare la sua incredibile temperatura.
A due anni di distanza, finalmente, un team internazionale coordinato da David Jess (Queen's University) è riuscito per la prima volta a trovare le prove concrete. Lo studio, pubblicato sul numero di Science dello scorso 20 marzo, ha visto l'apporto determinante dello Swedish Solar Telescope collocato alle Isole Canarie.
Il segreto della corona
Autori:
Sezioni:
Astronomia
prossimo articolo
Zoonosi: lo spillover non è una lotteria

Il rischio zoonotico non è un evento casuale: è il risultato di interazioni sempre più intense tra attività umane ed ecosistemi. E se David Quammen, nel suo saggio "Spillover", proponeva l'immagine di una lotteria, anche gli studi più recenti sul commercio globale di fauna selvatica mostrano un quadro chiaro, nel quale le probabilità di spillover seguono traiettorie strutturate. Dobbiamo allora ripensare alla preparedness per intervenire non solo sulla risposta, ma anche sui sistemi che generano il rischio.
Ogni spillover è come una lotteria, dove il patogeno compra un biglietto nella speranza di avere un premio: una vita nuova in spazi più larghi.