fbpx Cuore di cristallo | Page 2 | Scienza in rete

Cuore di cristallo

Read time: 2 mins

Uno studio riconduce lo strano comportamento delle onde sismiche attraverso il nucleo centrale della Terra alla presenza di particolari forme cristalline del ferro. L'orientamento dei cristalli permetterebbe la maggiore velocità delle onde nel percorso da polo a polo.
Il lavoro, recentemente pubblicato su PNAS, è opera di un team di ricercatori coordinati dal geologo Maurizio Mattesini dell'Universidad Complutense de Madrid e ha preso in esame, grazie a dettagliati e innovativi modelli, il comportamento delle onde sismiche in presenza di differenti forme di cristallizzazione degli atomi di ferro, l'ingrediente principale del nucleo più interno del nostro pianeta.
I modelli solitamente impiegati, infatti, descrivono la cristallizzazione del ferro del nucleo secondo un reticolo esagonale compatto (hcp – hexagonal close packed). Mattesini e colleghi, invece, hanno aggiunto nei loro modelli un guscio esterno dello spessore di un centinaio di chilometri costituito da ferro cristallizzato nel sistema cubico a corpo centrato (bcc – body centered cubic). Secondo i ricercatori circa un quarto di questo guscio sarebbe orientato lungo l'asse di rotazione terrestre mentre il resto avrebbe un orientamento casuale e si mescolerebbe sia con gli strati silicei esterni al nucleo sia con il ferro hcp del nucleo più interno.
Sarebbe proprio l'allineamento con l'asse di rotazione terrestre all'origine del differente comportamento delle onde sismiche, che risultano muoversi più rapidamente quando viaggiano da un polo all'altro mentre sono più lente nel percorso est-ovest.

Wired

Autori: 
Sezioni: 
Geofisica

prossimo articolo

Fascisti e antisemiti

celle di detenzione

Mettere in discussione il valore educativo delle visite ad Auschwitz significa ignorare la loro forza morale e civile. Ma la memoria non può fermarsi ai Lager: senza uno studio rigoroso del ruolo svolto dal fascismo italiano nella persecuzione degli ebrei e nella repressione antipartigiana, il rischio è quello di perpetuare un racconto autoassolutorio. Per il Giorno della Memoria, Simonetta Pagliani ricostruisce responsabilità, strutture e complicità italiane, ricordandoci perché conoscere quei fatti sia indispensabile per una memoria storica onesta e consapevole.

In copertina: celle della Risiera di San Sabba. Crediti: Andreas Manessinger/Wikimedia Commons. Licenza: CC BY-SA 2.0

Recentemente un'esponente governativa ha messo in dubbio il valore delle visite scolastiche ad Auschwitz, ritenute strumentali ad addebitare l'antisemitismo al fascismo. Al contrario, chi scrive ritiene che per le scolaresche liceali la visione diretta dei campi di concentramento nazisti abbia una portata morale indiscutibile. Questo perché riesce a rendere reali le dimensioni dell'orrore, ma allo stesso tempo dovrebbe essere integrata dall'analisi storica del ruolo avuto in quelle vicende dall'Italia fascista.