Uno studio riconduce lo strano comportamento delle onde sismiche attraverso il nucleo centrale della Terra alla presenza di particolari forme cristalline del ferro. L'orientamento dei cristalli permetterebbe la maggiore velocità delle onde nel percorso da polo a polo.
Il lavoro, recentemente pubblicato su PNAS, è opera di un team di ricercatori coordinati dal geologo Maurizio Mattesini dell'Universidad Complutense de Madrid e ha preso in esame, grazie a dettagliati e innovativi modelli, il comportamento delle onde sismiche in presenza di differenti forme di cristallizzazione degli atomi di ferro, l'ingrediente principale del nucleo più interno del nostro pianeta.
I modelli solitamente impiegati, infatti, descrivono la cristallizzazione del ferro del nucleo secondo un reticolo esagonale compatto (hcp – hexagonal close packed). Mattesini e colleghi, invece, hanno aggiunto nei loro modelli un guscio esterno dello spessore di un centinaio di chilometri costituito da ferro cristallizzato nel sistema cubico a corpo centrato (bcc – body centered cubic). Secondo i ricercatori circa un quarto di questo guscio sarebbe orientato lungo l'asse di rotazione terrestre mentre il resto avrebbe un orientamento casuale e si mescolerebbe sia con gli strati silicei esterni al nucleo sia con il ferro hcp del nucleo più interno.
Sarebbe proprio l'allineamento con l'asse di rotazione terrestre all'origine del differente comportamento delle onde sismiche, che risultano muoversi più rapidamente quando viaggiano da un polo all'altro mentre sono più lente nel percorso est-ovest.
Cuore di cristallo
prossimo articolo
Artemis II: il lato in ombra della corsa alla Luna

Paolo Attivissimo nel suo recente saggio dedicato al ritorno sulla Luna offre un quadro realistico della nuova corsa al nostro satellite. Una corsa che la NASA non può perdere, ma che ha difficoltà a vincere, anche perché con il tempo c'è stata una drastica riduzione dei finanziamenti: sono solo una frazione rispetto a quelli che aveva ricevuto il programma Apollo, mentre i nodi dei voli umani al di là dell’orbita circumterrestre sono identici a quelli che si erano dovuti affrontare allora. Crediti immagine: NASA
Il diluvio mediatico collegato alla missione Artemis II che, con tutti i suoi record, ha fatto dimenticare i problemi sulla rampa di lancio nonostante il costo esorbitante del lanciatore, forse ci inducono a concentrarsi sui dettagli piuttosto che sull’intero impianto del programma di ritorno alla Luna.