fbpx Cuore di cristallo | Scienza in rete

Cuore di cristallo

Read time: 2 mins

Uno studio riconduce lo strano comportamento delle onde sismiche attraverso il nucleo centrale della Terra alla presenza di particolari forme cristalline del ferro. L'orientamento dei cristalli permetterebbe la maggiore velocità delle onde nel percorso da polo a polo.
Il lavoro, recentemente pubblicato su PNAS, è opera di un team di ricercatori coordinati dal geologo Maurizio Mattesini dell'Universidad Complutense de Madrid e ha preso in esame, grazie a dettagliati e innovativi modelli, il comportamento delle onde sismiche in presenza di differenti forme di cristallizzazione degli atomi di ferro, l'ingrediente principale del nucleo più interno del nostro pianeta.
I modelli solitamente impiegati, infatti, descrivono la cristallizzazione del ferro del nucleo secondo un reticolo esagonale compatto (hcp – hexagonal close packed). Mattesini e colleghi, invece, hanno aggiunto nei loro modelli un guscio esterno dello spessore di un centinaio di chilometri costituito da ferro cristallizzato nel sistema cubico a corpo centrato (bcc – body centered cubic). Secondo i ricercatori circa un quarto di questo guscio sarebbe orientato lungo l'asse di rotazione terrestre mentre il resto avrebbe un orientamento casuale e si mescolerebbe sia con gli strati silicei esterni al nucleo sia con il ferro hcp del nucleo più interno.
Sarebbe proprio l'allineamento con l'asse di rotazione terrestre all'origine del differente comportamento delle onde sismiche, che risultano muoversi più rapidamente quando viaggiano da un polo all'altro mentre sono più lente nel percorso est-ovest.

Wired

Autori: 
Sezioni: 
Geofisica

prossimo articolo

Gloriosa in battaglia: vivere nello spettro della divergenza

screenshot dal film The wodereres

Una giovane con una grave disabilità, una famiglia che le gravita attorno, imparando momento dopo momento come orientarsi e modificare lo sguardo sul mondo per accoglierla. "The wonderers", il film di Joséphine Japy presentato a Cannes lo scorso anno, ha vinto il premio per la migliore interpretazione femminile al Milano film festival. 

In copertina: screenshot dal film “The wodereres" (2025)

Mettere in scena senza catarsi, lezioni morali o rivendicazioni per diritti negati; raccontare la consistenza della vita com’è con e per un figlio o una figlia, un fratello o una sorella neurodivergente non è impresa semplice. Il docufilm forse favorisce registi e attori, ma cimentarsi in un lungometraggio implica maestria, sensibilità e un vissuto sinora visti raramente sullo schermo. Vivere nello spettro della divergenza è un modo diverso di percepire il mondo.