fbpx Sclerosi multipla in doppia mossa | Scienza in rete

Sclerosi multipla in doppia mossa

Read time: 1 min

Luca Carra

Scoperto il modo in cui le cellule immunitarie riescono a "forzare" la barriera ematoencefalica e far passare a loro volta altre cellule che possono provocare malattie autoimmuni come la sclerosi multipla. Nell'esperimento, condotto da Federica Sallustio dell'Istituto di ricerca in biomedicina di Bellinzona e pubblicato su Nature Immunology, l'attacco avviene in due ondate. Prima passano la barriera le cellule che esprimono il recettore CCR6 attraverso il plesso coroidale, una regione molto vascolarizzata posta sopra la colonna vertebrale le cui cellule tengono separato il sangue dal liquido cerebrospinale. Una volta nel cervello, queste cellule immunitarie attaccano i tessuti modificando la barriera ematoencefalica, e consentendo così il passaggio delle altre cellule responsabili del processo patogenetico. Notevole il fatto, secondo gli autori, che lo stesso tipo di processi si riscontri nel cervello dei malati di sclerosi multipla, che in futuro potrebbero trarre giovamento da ulteriori ricerche.

Fonte: Nature Immunology

Medicina

prossimo articolo

L'ascesa intermittente del livello del mare nel Salento

grafico innalzamento mare

Nel Salento il mare non sale in modo lineare: avanza a scatti, guidato da dinamiche che nascono lontano, tra Ionio e Atlantico. In un solo anno le variazioni possono superare la tendenza di decenni. Capire questi meccanismi è fondamentale per capire anche i rischi futuri: tra clima globale, correnti e pressione atmosferica, il destino delle coste si gioca su più scale, e riguarda tutti.

Immagine di copertina: GLOBAL_MULTIYEAR_PHY_001_030; DOI: doi.org/10.48670/moi-00021. Crediti: European Union, Copernicus Marine Service Information or Data (2026), ©Mercator Ocean.

Il livello del mare nel Salento non è una progressione costante col riscaldamento globale, ma un’ascesa intermittente influenzata da fenomeni che avvengono nel mar Ionio e nell’oceano Atlantico settentrionale. La variabilità fra due anni consecutivi può persino essere superiore alla tendenza di decenni. Ma come lo sappiamo e cosa implica per i cambiamenti futuri?