Lo studio della crescita di centinaia di alberi secolari ha permesso di ricostruire l'andamento dei monsoni asiatici fino al 1300. Questi nuovi dati, in attesa di giocare il loro ruolo nei futuri modelli climatici, si sono già dimostrati davvero utili in campo storico spiegando il declino della civiltà Angkor.
Il nuovo database, chiamato Monsoon Asia Drought Atlas, è stato costruito dal team di Edward Cook (Tree-Ring Laboratory della Columbia University) analizzando l'andamento degli anelli di accrescimento degli alberi di 327 siti. Si è andati così a colmare la fastidiosa mancanza di dati climatici in Asia, raccolti in modo sistematico solo a partire dagli anni 50.
Oltre a costituire un prezioso riferimento per i modelli climatici – non dimentichiamo che il fenomeno dei monsoni riguarda metà della popolazione mondiale – il database ha già dato un importante aiuto in campo storico. Il team di Brendan Buckley (Columbia University), collaboratore di Cook nella preparazione del database, ha infatti utilizzato una parte dei dati per indagare sul declino della civiltà cambogiana di Angkor. Nello studio, pubblicato in Proceedings of the National Academy Sciences, Buckley indica che il tracollo di quella civiltà ha coinciso con un periodo di siccità a metà del XIV secolo del quale finora non si era a conoscenza.
Sette secoli di monsoni
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Farmaci e ambiente: quanto inquina la medicina moderna?

Negli ultimi decenni il consumo globale di farmaci è cresciuto rapidamente, trainato dall’invecchiamento della popolazione, dall’aumento delle malattie croniche e dallo sviluppo di terapie sempre più sofisticate. Ma dietro queste evidenze si nasconde anche un lato meno visibile della medicina del nostro tempo: residui di principi attivi sono ormai rilevabili in fiumi, laghi e acque costiere di tutto il mondo, con effetti reali e potenziali sugli ecosistemi. Ne abbiamo parlato con Giovanna Paolone, coordinatrice del Gruppo di lavoro sull’impatto ambientale dei farmaci della Società Italiana di Farmacologia (SIF), Raffaella Sorrentino, membro del gruppo di lavoro, ed Emanuela Testai, ex dirigente di ricerca dell’Istituto Superiore di Sanità e membro del Consiglio Direttivo della Società Italiana di Tossicologia (SITOX).
Sono il pilastro della medicina moderna, molecole in grado di debellare malattie un tempo incurabili. Stiamo parlando dei farmaci, eredi dei rimedi naturali utilizzati fin dall’Antico Egitto e oggi prodotti su larga scala grazie all’industrializzazione, che ha reso possibile trattare un numero crescente di pazienti e sviluppare nuove molecole in laboratorio. Ma dopo aver svolto la loro funzione, queste sostanze non scompaiono: vengono eliminate dall’organismo e possono continuare a circolare nell’ambiente, con effetti che vanno ben oltre quelli terapeutici.