Lo studio della crescita di centinaia di alberi secolari ha permesso di ricostruire l'andamento dei monsoni asiatici fino al 1300. Questi nuovi dati, in attesa di giocare il loro ruolo nei futuri modelli climatici, si sono già dimostrati davvero utili in campo storico spiegando il declino della civiltà Angkor.
Il nuovo database, chiamato Monsoon Asia Drought Atlas, è stato costruito dal team di Edward Cook (Tree-Ring Laboratory della Columbia University) analizzando l'andamento degli anelli di accrescimento degli alberi di 327 siti. Si è andati così a colmare la fastidiosa mancanza di dati climatici in Asia, raccolti in modo sistematico solo a partire dagli anni 50.
Oltre a costituire un prezioso riferimento per i modelli climatici – non dimentichiamo che il fenomeno dei monsoni riguarda metà della popolazione mondiale – il database ha già dato un importante aiuto in campo storico. Il team di Brendan Buckley (Columbia University), collaboratore di Cook nella preparazione del database, ha infatti utilizzato una parte dei dati per indagare sul declino della civiltà cambogiana di Angkor. Nello studio, pubblicato in Proceedings of the National Academy Sciences, Buckley indica che il tracollo di quella civiltà ha coinciso con un periodo di siccità a metà del XIV secolo del quale finora non si era a conoscenza.
Sette secoli di monsoni
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Ne "Il mondo senza inverno" di Bruno Arpaia (Guanda, 2026) tecnologia e controllo sociale si intrecciano a un clima ormai fuori controllo. Il futuro segnato dalla crisi climatica, siccità, migrazioni e disuguaglianze sociali trasformano radicalmente la vita quotidiana. Nonostante il tono cupo, il libro lascia anche spazio alla speranza e alla volontà di reagire. Un ottimo esempio di comunicazione della scienza che funziona (o almeno speriamo).
Foto di Patrik Houštecký da Pixabay
Leggere Il mondo senza inverno di Bruno Arpaia (Guanda editore, 240 pagine, 18€) è come leggere i rapporti del World Economic Forum, ma capendoli. I rapporti dell’IPCC, dei maggiori istituti di ricerca mondiali e qualsiasi altro documento scientifico, infatti, sono solo un elenco noioso di numeri e dati. Imprescindibili per capire il mondo, e sono forse quelli più importanti che potremmo mai avere a disposizione.