Lo studio della crescita di centinaia di alberi secolari ha permesso di ricostruire l'andamento dei monsoni asiatici fino al 1300. Questi nuovi dati, in attesa di giocare il loro ruolo nei futuri modelli climatici, si sono già dimostrati davvero utili in campo storico spiegando il declino della civiltà Angkor.
Il nuovo database, chiamato Monsoon Asia Drought Atlas, è stato costruito dal team di Edward Cook (Tree-Ring Laboratory della Columbia University) analizzando l'andamento degli anelli di accrescimento degli alberi di 327 siti. Si è andati così a colmare la fastidiosa mancanza di dati climatici in Asia, raccolti in modo sistematico solo a partire dagli anni 50.
Oltre a costituire un prezioso riferimento per i modelli climatici – non dimentichiamo che il fenomeno dei monsoni riguarda metà della popolazione mondiale – il database ha già dato un importante aiuto in campo storico. Il team di Brendan Buckley (Columbia University), collaboratore di Cook nella preparazione del database, ha infatti utilizzato una parte dei dati per indagare sul declino della civiltà cambogiana di Angkor. Nello studio, pubblicato in Proceedings of the National Academy Sciences, Buckley indica che il tracollo di quella civiltà ha coinciso con un periodo di siccità a metà del XIV secolo del quale finora non si era a conoscenza.
Sette secoli di monsoni
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Quando la scienza deve parlare: l'ecocidio nella Striscia di Gaza

Parlare di ambiente mentre a Gaza si consuma una catastrofe umanitaria può sembrare inappropriato. Eppure la distruzione ecologica è parte integrante della violenza, perché acqua, suolo e aria contaminati e compromessi prolungano nel tempo i danni alla salute e alla vita delle comunità. Il concetto di ecocidio offre una chiave per comprendere la portata strutturale del disastro e le responsabilità che ne derivano. E anche per questo la comunità scientifica è chiamata a documentare e denunciare ciò che accade.
In copertina: Gaza City a febbraio 2025. Crediti: Jaber Jehad Badwan/Wikimedia Commons. Licenza: CC BY-SA 4.0
Può apparire fuori luogo parlare di ecologia di fronte al disastro umanitario nella Striscia di Gaza, una tragedia immane che non è certo il risultato di eventi ‘naturali’. Le operazioni condotte dalle Israel Defense Forces (IDF) sono al centro di accuse di genocidio all’esame della Corte Internazionale di Giustizia, mentre davanti alla Corte Penale Internazionale sono in corso procedimenti nei confronti di esponenti del governo israeliano per presunti crimini internazionali.