La carica elettrica può portare meglio i farmaci a destinazione. Confrontando il comportamento di nanoparticelle d’oro rivestite di un colorante o di un agente usato in chemioterapia, la doxorubicina, quando queste erano elettricamente neutre oppure positive o negative, chimici e ingegneri dell’Università del Massachusetts ad Amherst hanno dimostrato che le particelle con carica positiva entrano più facilmente nelle cellule, mentre quelle con carica negativa si diffondono di più nei tessuti. Per arrivare a queste conclusioni gli studiosi hanno sfruttato un modello cilindrico tridimensionale del tumore, da loro messo a punto, che permette di studiare la modalità di distribuzione delle particelle a un livello intermedio tra la cellula e l’animale da laboratorio.
Nanoparticelle elettro-guidate
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Farmacologia
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di Fabio Turone

La tanto attesa programmazione dei finanziamenti pubblici alla ricerca è arrivata, ma per quanto sia considerata rivoluzionaria da molti, è passata sotto silenzio sui giornali italiani.
In copertina: la sede del MUR (elaborazione). Crediti: Carlo Dani/Wikimedia Commons. Licenza: CC BY-SA 4.0
Alla fine di gennaio, quasi alla chetichella, è stato pubblicato un decreto che numerosi accademici spesso critici nei confronti del MUR non hanno esitato a definire “rivoluzionario” (l’autore di questo articolo ne ha scritto per una testata in inglese su abbonamento, e per la sua newsletter gratuita scienza senza maiuscola).