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Datazione non distruttiva

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I responsabili dei musei non vedono di buon occhio l'impiego della datazione con il radiocarbonio. Il metodo, infatti, richiede la distruzione di un frammento dei preziosi reperti loro affidati. Un team di ricercatori, però, ha trovato una strada alternativa decisamente meno invasiva.

Il nuovo metodo, presentato da Marvin Rowe (Texas A&M University) al recente Meeting dell'American Chemical Society tenutosi a S. Francisco, prevede di collocare il reperto in una particolare camera al plasma. La superficie dell'oggetto viene lentamente – e molto delicatamente – ionizzata portandola all'emissione dell'anidride carbonica necessaria per valutare il C-14 e giungere così alla datazione.

Per valutare l'affidabilità del nuovo metodo, Rowe e i suoi collaboratori hanno analizzato l'età di 20 differenti reperti – tra i quali un tessuto egiziano di 1350 anni fa – osservando un sostanziale accordo con le datazioni tradizionali. La tecnica è ancora in fase di rifinitura, ma Rowe spera di poterla ben presto impiegare sulla preziosissima statuetta d'avorio detta Venere di Brassempouy risalente a circa 25 mila anni fa. Le dimensioni della statuetta, infatti, si adattano perfettamente alla camera al plasma utilizzata finora per i test.

American Chemical Society

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Archeologia

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Quando la scienza deve parlare: l'ecocidio nella Striscia di Gaza

Gaza a febbraio 2025

Parlare di ambiente mentre a Gaza si consuma una catastrofe umanitaria può sembrare inappropriato. Eppure la distruzione ecologica è parte integrante della violenza, perché acqua, suolo e aria contaminati e compromessi prolungano nel tempo i danni alla salute e alla vita delle comunità. Il concetto di ecocidio offre una chiave per comprendere la portata strutturale del disastro e le responsabilità che ne derivano. E anche per questo la comunità scientifica è chiamata a documentare e denunciare ciò che accade.
 

In copertina: Gaza City a febbraio 2025. Crediti: Jaber Jehad Badwan/Wikimedia Commons. Licenza: CC BY-SA 4.0

Può apparire fuori luogo parlare di ecologia di fronte al disastro umanitario nella Striscia di Gaza, una tragedia immane che non è certo il risultato di eventi ‘naturali’. Le operazioni condotte dalle Israel Defense Forces (IDF) sono al centro di accuse di genocidio all’esame della Corte Internazionale di Giustizia, mentre davanti alla Corte Penale Internazionale sono in corso procedimenti nei confronti di esponenti del governo israeliano per presunti crimini internazionali.