fbpx L'interno di Titano | Scienza in rete

L'interno di Titano

Read time: 1 min

Che Titano, il grande satellite di Saturno, fosse composto per metà di ghiacci e per metà di roccia i planetologi già lo sapevano, non era però nota la distribuzione di queste due componenti. A fornire i dati necessari ha provveduto una serie di quattro flyby effettuati dalla sonda Cassini tra il febbraio 2006 e il luglio 2008.

Lo studio delle minuscole variazioni della velocità della sonda, frutto dell’azione gravitazionale di Titano, hanno permesso a Luciano Iess (Università La Sapienza – Roma) e ai suoi collaboratori di ricostruire la struttura del satellite. Nello studio, pubblicato qualche giorno fa su Science, i ricercatori suggeriscono che l’interno di Titano sarebbe un mix indifferenziato di ghiacci e rocce mentre il guscio più esterno (circa 500 km) sarebbe completamente privo di rocce. Una struttura che fornirebbe precise indicazioni sulla storia evolutiva del satellite, suggerendo per Titano un’evoluzione simile a quella di Callisto, una delle maggiori lune di Giove.

Dai dati non è possibile stabilire se sotto la superficie ghiacciata di Titano possa esistere o meno uno strato liquido, ma l’idea non è da scartare a priori. I planetologi sono convinti che i prossimi flyby della Cassini ci potranno fornire indicazioni più precise.

 

ScienceNASA JPL

Autori: 
Sezioni: 
Planetologia

prossimo articolo

Ora tocca a Cuba

disegno della bandiera di cuba su muro scrostato

Il presidente degli Stati Uniti ha già annunciato che il suo prossimo obiettivo sarà Cuba, in un modo o in un altro. L’isola, comunque subisce da 64 anni un embargo feroce che impatta in maniera drammatica sulla salute dei suoi abitanti. L’inasprimento degli ultimi tempi rende difficile mantenere anche quelle capacità di produrre farmaci e vaccini che finora hanno consentito il diritto alla salute. Fino a quando? 

Leggi la versione in spagnolo
Leggi la versione in inglese

 

C’è un’emergenza in corso; dura da tempo e quindi la situazione è gravissima e incerta e c’è sempre qualcuno che cerca di trarne vantaggio, anche in modo indebito. È quanto sta avvenendo a Cuba a opera dei sempre più aggressivi e arroganti Stati Uniti d’America («Sì, prendere Cuba in qualche modo: prenderla o liberarla, penso che posso farci qualunque cosa voglio», ha detto Trump).