fbpx Fortuna e vista acuta | Scienza in rete

Fortuna e vista acuta

Read time: 2 mins

SOTTO EMBARGO FINO AL 21/3/10

Per la prima volta è stato possibile effettuare una misura diretta della luminosità e delle dimensioni di regioni di formazione stellare distanti 10 miliardi di anni luce. L’incredibile traguardo è stato possibile grazie alla fortunata scoperta del telescopio APEX, che ha colto al volo un favorevole allineamento cosmico e il conseguente effetto di lente gravitazionale.
Progettato per osservare a lunghezze d’onda submillimetriche, il telescopio APEX (Atacama Pathfinder Experiment) si trova ai 5100 metri di quota dell’arido altopiano cileno del Chajnantor, nel più alto sito di osservazione astronomica al mondo. Qualche tempo fa, osservando con APEX un ammasso di galassie posto a 4 miliardi di anni luce, Mark Swinbank (Durham University) e il suo team hanno scoperto una galassia insolitamente brillante. Cercando la causa di quella luminosità, gli astronomi hanno visto che la galassia, battezzata SMM J2135-0102, benché appaia allineata con l'ammasso, in realtà si trova 6 miliardi di anni luce più lontano. Situazione ideale perché si verifichi un potente effetto di lente gravitazionale.
E' stato così possibile rivelare dettagli senza precedenti per una galassia collocata a quell'incredibile distanza, riuscendo persino a valutare dimensioni e luminosità di alcune regioni di formazione stellare. Le osservazioni hanno confermato che le dimensioni di tali regioni sono molto simili a quelle che si osservano nella Via Lattea, ma la loro luminosità è centinaia di volte più intensa. Nel loro studio, pubblicato in questi giorni su Nature, Swinbank e collaboratori stimano che SMM J2135 stia producendo stelle al ritmo di 250 masse solari all'anno: una produzione 25 volte più intensa di quella che si osserva in galassie come la nostra.

ESO - Research paper

Autori: 
Sezioni: 
Astronomia

prossimo articolo

Rischio pandemico: ancora una volta l’epidemiologia lasciata all’angolo

la nave hondius

Sotto la spinta della potenziale minaccia del focolaio epidemico di hantavirus, una serie di disposizioni che sembravano sonnecchiare si sono messe in moto. È evidente però, che quello che ci è mancato ai tempi del Covid, continua a mancare.  

In copertina: la nave Hondius. CreditiStefan Brending/Wikimedia Commons, Licenza: Creative Commons by-sa-3.0 de

Il focolaio epidemico della nave Hondius dovuto a infezioni con hantavirus (ANDV) ha richiamato sensazioni e considerazioni legate alla pandemia da Sars-CoV-2, con relative previsioni allarmanti sui media, dichiarazioni di “esperti” e conseguenti rassicurazioni ufficiali.