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Confermato il boom

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Luca Carra

La prevista flessione nella fertilità non basterà ad arrestare l'incremento demografico che toccherà i 9 miliardi di persone entro il 2050. Lo afferma nel suo rapporto pubblicato l'11 marzo la Divisione demografica delle Nazioni Unite. Niente sboom, insomma, essenzialmente per tre motivi, come sottolinea la direttrice dell'UN Population Division Hania Zlotnik: aumento della speranza di vita, successo della prevenzione e della terapia anti AIDS nei paesi poveri e declino della fertilità inferiore al previsto. Aumentano soprattutto giovani e anziani, basso l'incremento nei paesi ricchi (in Italia nel 2050 la popolazione sarà circa come quella attuale, 57 milioni), mentre nei paesi poveri la popolazione passerà dagli attuali 5,6 miliardi ai 7,9 nel 2050. Le previsioni ipotizzano comunque una diminuzione della fertilità. Se questo processo dovesse arrestarsi, la popolazione mondiale potrebbe superrare i 10 miliardi a metà secolo. E' un fatto che buona parte delle donne che vivono nei paesi in via di sviluppo hanno più figli di quanti ne desiderano. Per questo le Nazioni Unite invocano l'intensificazione delle politiche di pianificazione familiare e di procreazione responsabile tramite la diffusione del metodi contraccettivi.

Fonte: World Population Prospects: The 2008 Revision

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Siamo soliti raccontare le estinzioni del passato, dai dinosauri a quelle della megafauna del Pleistocene, come eventi rapidi e traumatici. Quando ci riferiamo alle estinzioni in corso oggi, invece, tendiamo a vederle come processi lenti, gestibili e, quindi, ancora reversibili. 

In entrambi i casi, la nostra percezione è distorta e la scala temporale non è quella corretta. Questo errore non è neutro, ma ha delle conseguenze.