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Confermato il boom

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Luca Carra

La prevista flessione nella fertilità non basterà ad arrestare l'incremento demografico che resta attestato sui 9 miliardi di persone entro il 2050. Lo afferma nel suo rapporto pubblicato l'11 marzo la Divisione demografica delle Nazioni Unite. Niente sboom, insomma, essenzialmente per tre motivi, come sottolinea la direttrice dell'UN Population Division Hania Zlotnik: aumento della speranza di vita, successo della prevenzione e della terapia anti AIDS nei paesi poveri e declino della fertilità inferiore al previsto. Aumentano soprattutto giovani e anziani, basso l'incremento nei paesi ricchi (in Italia nel 2050 la popolazione sarà circa come quella attuale, 57 milioni), mentre nei paesi poveri la popolazione passerà dagli attuali 5,6 miliardi ai 7,9 nel 2050. Le previsioni ipotizzano comunque una diminuzione della fertilità. Se questo processo dovesse arrestarsi, la popolazione mondiale potrebbe superrare i 10 miliardi a metà secolo. E' un fatto che buona parte delle donne che vivono nei paesi in via di sviluppo hanno più figli di quanti ne desiderano. Per questo le Nazioni Unite invocano l'intensificazione delle politiche di pianificazione familiare e di procreazione responsabile tramite la diffusione del metodi contraccettivi.

Fonte: World Population Prospects: The 2008 Revision

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Demografia

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Early warning sismico: un test a posteriori sull’ultimo grande terremoto in Turchia e Siria

edifici crollati nella provincia turca di Hatay

I sistemi di allerta sismica precoce puntano ad avvertire con secondi o decine di secondi di anticipo che è in arrivo un terremoto pericoloso. Si basano sul fatto che quando la crosta terrestre si frattura, si generano due tipi di onde. Le prime, longitudinali, solitamente non causano danni e viaggiano più velocemente delle seconde, trasversali che invece possono causare danni anche significativi agli edifici e quindi alle persone. I sistemi di allerta precoce processano il segnale delle prime onde e prevedono se e dove, nell’area circostante l’epicentro, è probabile che le seconde siano distruttive. Un gruppo di sismologi dell’Università di Napoli Federico II ha messo alla prova un approccio innovativo all’allerta precoce sfruttando i dati relativi alla prima delle due scosse che hanno colpito la regione tra Turchia e Siria a febbraio del 2023. Quella sequenza sismica ha causato quasi sessantamila morti, lasciando un milione e mezzo di persone senza casa. Nell’immagine: edifici crollati nella provincia turca di Hatay il 7 febbraio 2023. Credit: Hilmi Hacaloğlu/Voice of America.

Un gruppo di sismologi dell’Università di Napoli Federico II ha messo a punto un sistema per l’allerta sismica precoce e lo ha testato retrospettivamente sulla prima delle due scosse che hanno colpito la regione al confine tra Turchia e Siria il 6 febbraio del 2023. Considerando una soglia di intensità sismica (l’effetto del terremoto su persone e cose) moderata, il sistema si è dimostrato in grado di prevedere la zona da allertare con un anticipo che varia da 10 a 60 secondi allontanandosi dall’epicentro da 20 a 300 chilometri, con una percentuale molto contenuta di falsi allarmi.