fbpx Himalaya sotto controllo | Scienza in rete

Himalaya sotto controllo

Read time: 2 mins

Qualche misura i più sui ghiacciai dell'Himalaya non guasta, visti anche le recenti polemiche in campo climatologico che hanno messo in dubbio le previsioni IPCC sullo scioglimento dei ghiacci del gigante asiatico. Questa volta ci pensano gli italiani. Nei giorni scorsi è stata infatti installata da una squadra del Comitato EvK2Cnr la prima stazione di monitoraggio glaciale dell'Himalaya. La stazione, posta sul ghiacciaio del Changri Nup a 5700 metri di quota, è la quindicesima della rete SHARE (Stations at High Altitude for Research on Environment), un progetto condotto dal Comitato EvK2Cnr in collaborazione con il CNR e l'Università di Milano.
Installata direttamente sulla superficie glaciale, la stazione è progettata per rilevare con continuità nei prossimi anni numerosi parametri atmosferici e climatici la cui analisi permetterà ai ricercatori di quantificare il bilancio energetico e i ritmi di variazione della massa glaciale. Si confida, in questo modo, di colmare la lacuna attuale riguardante l'effettiva variazione delle masse glaciali di Himalaya e Karakorum, dato cruciale per valutare le portate estive dei grandi fiumi asiatici quali il Gange, l'Indo e il Brahmaputra.
Un nuovo importante avamposto di ricerca, dunque, si è affiancato alla ben nota Piramide, il laboratorio-osservatorio posto a quota 5050 metri sul versante nepalese del monte Everest presso il quale, dal 1990 a oggi, sono state condotte oltre 550 missioni di ricerca nei campi più disparati: dalla medicina alle scienze ambientali, dalle scienze antropologiche alle tecnologie ecoefficienti. Fiori all'occhiello nella ricerca scientifica d'alta quota dei quali il Comitato EvK2Cnr e tutta quanta la ricerca italiana devono essere a pieno diritto molto orgogliosi.

Comitato EvK2Cnr

Autori: 
Sezioni: 
Indice: 
Climatologia

prossimo articolo

L'inarrestabile invasione dei mozziconi

disegno di mozzicone di sigaretta

4.500 miliardi di mozziconi all'anno infestano il pianeta con plastica e sostanze tossiche, ben documentate dalla ricerca scientifica. Le iniziative di volontariato cercano di sensibilizzare su un fenomeno di inquinamento pervasivo che per la legge europea sarebbe del tutto a carico delle aziende produttrici, dalla raccolta alla complessa bonifica. Ma la realtà per ora è diversa, e le "cicche" sono ovunque. Immagine di copertina e illustrazione all'interno generata da Claude.

Sabato 13 giugno, lungo i Navigli di Milano, una sessantina di volontari ha passato poco più di un'ora a raccogliere ciò che la città lascia cadere a terra ogni giorno senza farci troppo caso. Il bilancio, presentato nell'ambito della nona edizione della Green Week, riporta 220 chili di rifiuti e 12.400 mozziconi di sigaretta, raccolti in quattro aree verdi tra la Darsena, la Conca del Naviglio, il Parco Segantini e il Giardino Nascosto, in parte anche in acqua con un'imbarcazione elettrica e con gli Stand up paddle (SUP).