Installata nei giorni scorsi da una squadra del Comitato EvK2Cnr la prima stazione di monitoraggio glaciale dell'Himalaya. La stazione, posta sul ghiacciaio del Changri Nup a 5700 metri di quota, è la quindicesima della rete SHARE (Stations at High Altitude for Research on Environment), un progetto condotto dal Comitato EvK2Cnr in collaborazione con il CNR e l'Università di Milano.
Installata direttamente sulla superficie glaciale, la stazione è progettata per rilevare con continuità nei prossimi anni numerosi parametri atmosferici e climatici la cui analisi permetterà ai ricercatori di quantificare il bilancio energetico e i ritmi di variazione della massa glaciale. Si confida, in questo modo, di colmare la lacuna attuale riguardante l'effettiva variazione delle masse glaciali di Himalaya e Karakorum, dato cruciale per valutare le portate estive dei grandi fiumi asiatici quali il Gange, l'Indo e il Brahmaputra.
Un nuovo importante avamposto di ricerca, dunque, si è affiancato alla ben nota Piramide, il laboratorio-osservatorio posto a quota 5050 metri sul versante nepalese del monte Everest presso il quale, dal 1990 a oggi, sono state condotte oltre 550 missioni di ricerca nei campi più disparati: dalla medicina alle scienze ambientali, dalle scienze antropologiche alle tecnologie ecoefficienti. Fiori all'occhiello nella ricerca scientifica d'alta quota dei quali il Comitato EvK2Cnr e tutta quanta la ricerca italiana devono essere a pieno diritto molto orgogliosi.
Comitato EvK2Cnr
Himalaya sotto controllo
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Thomas Morgan, quando il gene diventa misurabile

Con le ricerche di Thomas Morgan, all’inizio del Novecento, il gene cessa di essere un’entità teorica e diventa una realtà sperimentale: localizzato sui cromosomi, ordinabile in mappe, soggetto a ricombinazione e mutazione. La pubblicazione del suo "The Theory of the Gene" (1926) ha sancito la nascita della genetica causale e quantitativa, che collega ereditarietà, evoluzione e citologia e apre la strada alla genomica e alla medicina genetica.
La genetica causale nasceva cent'anni fa, quando Thomas Hunt Morgan (1866-1945) tirava le somme di oltre venti anni di studi sperimentali su Drosophila melanogaster. Pubblicato a febbraio, The Theory of the Gene (Yale University Press, New Haven, 1926) fu uno spartiacque nella storia della biologia. “Teoria”, non il concetto del gene, che c’era già almeno come unità di trasmissione, né “che cosa è un gene?”, che non si sa nemmeno oggi.