fbpx Stratigrafia marziana | Page 16 | Scienza in rete

Stratigrafia marziana

Read time: 1 min

Grazie ai dati raccolti dagli strumenti di Mars Reconnaissance Orbiter, la sonda della NASA che sta orbitando intorno a Marte, i planetologi hanno potuto ricostruire una fantastica stratigrafia che ci apre gli occhi sul passato del Pianeta rosso. La parete rocciosa del Gale Crater, un cratere marziano di 150 chilometri di diametro, si è trasformata in un vero e proprio libro aperto per Ralph Milliken (JPL) e collaboratori, autori di uno studio appena pubblicato su Geophysical Research Letters.

L'analisi di questa incredibile sezione stratigrafica alta due volte il Grand Canyon ha indicato che la parte inferiore della parete è sostanzialmente costituita da rocce argillose e minerali che tipicamente si formano in un ambiente umido. Negli strati successivi l'argilla si mescola ai solfati, minerali che si depositano quando l'acqua in cui sono disciolti evapora. Muovendosi ulteriormente verso l'alto, aumenta la componente dei solfati e pian piano svanisce quella argillosa. La parte superiore, infine, presenta spesse e regolari stratificazioni completamente prive di minerali riconducibili all'acqua.

Ancora una volta, insomma, abbiamo la conferma che sulla superficie di Marte un tempo scorreva acqua in gran quantità e che, gradatamente ma inesorabilmente, il pianeta ha poi finito con l'inaridirsi.

Jet Propulsion Laboratory - Geophysical Research Letters

Autori: 
Sezioni: 
Astronomia

prossimo articolo

Infermiere e infermieri, colonne portanti di Medici Senza Frontiere

Ettore Mazzanti del consiglio direttivo di MSF

Da aprile, a guidare Medici Senza Frontiere sono due infermieri, Martina Marchiò ed Ettore Mazzanti.  Segno di un modello in cui la professione infermieristica è centrale non solo nella cura, ma anche nella gestione delle emergenze e nel coordinamento dei progetti umanitari. Dalle guerre alle epidemie, dalle crisi nutrizionali ai campi profughi, l’esperienza maturata sul campo da infermiere e infermieri di MSF diventa un patrimonio di competenze cliniche, organizzative e relazionali che può arricchire anche il sistema sanitario italiano.

La sezione italiana di Medici Senza Frontiere ha recentemente rinnovato il proprio consiglio direttivo, affidando i ruoli di presidente e vicepresidente a due infermieri, Ettore Mazzanti e Martina Marchiò. È una scelta che non rappresenta un’eccezione all’interno dell’organizzazione, ma che riflette una caratteristica strutturale di MSF: la posizione centrale della professione infermieristica non solo nell’assistenza clinica, ma anche nella gestione dei progetti umanitari e nel coordinamento operativo sul campo.