fbpx La rivoluzione dell'elettronica tatuabile e commestibile | Scienza in rete

La rivoluzione dell'elettronica tatuabile e commestibile

Primary tabs

--
Tempo di lettura: 1 min

Mario Caironi e il suo team dell'Istituto italiano di tecnologia (IIT) è riuscito a ottenere il transistor più sottile di sempre: 150 nanometri, centinaia di volte meno della pellicola che si usa per gli alimenti (vedi qui il suo articolo su Nature Communications). Ma a che pro spingere l'elettronica a queste dimensioni impalpabili? Il bello di circuiti stampati con materiale organico e così sottili è che si possono "tatuare" sulla pelle, per esempio per sostituire i vecchi elettrodi, ma anche sugli alimenti per controllare il loro stato di conservazione. O ancora su farmaci per accertarne il consumo regolare da parte dei pazienti, e in futuro per controllare parametri fisiologici. È la rivoluzione dell'elettronica tatuabile e commestibile, che Mario Caironi racconta in questa intervista a Luca Carra.

Intervista: Luca Carra. Sigla: Jacopo Mengarelli.

 


Scienza in rete è un giornale senza pubblicità e aperto a tutti per garantire l’indipendenza dell’informazione e il diritto universale alla cittadinanza scientifica. Contribuisci a dar voce alla ricerca sostenendo Scienza in rete. In questo modo, potrai entrare a far parte della nostra comunità e condividere il nostro percorso. Clicca sul pulsante e scegli liberamente quanto donare! Anche una piccola somma è importante. Se vuoi fare una donazione ricorrente, ci consenti di programmare meglio il nostro lavoro e resti comunque libero di interromperla quando credi.


prossimo articolo

Afghanistan, lo sguardo miope (e colpevole) dell'Occidente

Kabul: evacuazione

Cinque anni dopo il ritorno dei talebani, l'Afghanistan resta terra di repressione sistematica e collasso sanitario, aggravato dai tagli USAID. Mentre la Corte penale internazionale è sotto attacco e l'Europa negozia rimpatri con un regime che non riconosce, la resistenza delle donne afghane, dalle scuole clandestine di Herat alle dottoresse rimaste sul campo, continua a chiedere al mondo di non guardare altrove.

U.S. Marine Corps foto del sergente Victor Mancilla - Wikimedia Commons
 

Il 15 agosto i media hanno ricordato e, in qualche misura celebrato, il quinto anniversario della nuova presa di potere dei talebani a Kabul. Ma, a mio parere, l'immagine che racconta davvero il cambio di regime non è quella della vittoria dei miliziani entrati nel palazzo presidenziale, ma quella dei giorni successivi, all'aeroporto Hamid Karzai, con la folla afghana schiacciata contro le reti, i bambini passati di mano in mano oltre il filo spinato verso sconosciuti in uniforme, nella speranza che almeno loro avessero un futuro.