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Farfalle migratrici

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monarcaE’ risaputo che le specie di uccelli che devono compiere lunghi tragitti migratori affinano la loro abilità al volo potenziando e migliorando quei tratti somatici che rendono più agevole il loro viaggio. A questa regola chiave dell’evoluzione di una specie non sfuggono neppure le farfalle Monarca.

Questa specie di farfalle molto diffusa negli Stati Uniti – tanto da essere una sorta di “insetto nazionale” – è ben nota agli entomologi per i suoi percorsi migratori che la portano ogni anno a svernare verso sud. In uno studio appena pubblicato sull’edizione online della rivista Evolution si riporta la scoperta che le farfalle della specie Monarca che compiono questi lunghi cammini migratori hanno sviluppato in modo significativo le loro ali, che risultano più grandi e più elongate di quelle delle specie stanziali.

Il confronto è stato compiuto ricorrendo a un sofisticato software di riconoscimento di immagini che ha analizzato e misurato precisi dettagli delle ali di questi insetti paragonando popolazioni stanziali e popolazioni migratorie.

Le farfalle Monarca, comunque, custodiscono ancora un grande segreto. Poichè le migrazioni coinvolgono almeno tre o quattro generazioni di individui, resta tutto da chiarire come venga trasmesso alle nuove generazioni il corretto cammino da compiere.

UGA: http://www.uga.edu/news/artman/publish/printer_100211_Monarch.shtml
Evolution: http://www3.interscience.wiley.com/journal/123237080/abstract

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Sezioni: 
Entomologia

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Screenshot dal film The sea

Il dodicenne palestinese Khaled viene respinto al checkpoint, unico in tutta la classe, perché ha partecipato a una manifestazione: per lui quel giorno sarà impossibile vedere il mare. Ma il desiderio rimane, potente, come racconta il regista Shai Carmeli-Pollak nel film The Sea. Un’ora e mezza di buon cinema, coinvolgente, girato da un israeliano e da una troupe mista e prodotto dal palestinese Baher Agbariya.

Immagine: screenshot dal film The sea

Un bambino al mare

Conosco un bambino così povero
che non ha mai veduto il mare.
A Ferragosto lo vado a prendere
in treno a Ostia lo voglio portare.

“Ecco, guarda”, gli dirò
“questo è il mare, pigliatene un po’!”.

Col suo secchiello, fra tanta gente,
potrà rubarne poco o niente:
ma con gli occhi che sbarrerà
il mare intero si prenderà.

Gianni Rodari