fbpx Come sarà l'inverno con Omicron? | Scienza in rete

Come sarà l'inverno con Omicron?

--
Tempo di lettura: 1 min

Secondo l'Organizzazione mondiale della sanità si infetterà un europeo su due. L'Ecdc mette tutto il continente in rosso. Come sarà la quarta ondata di Covid-19? Morti e ricoverati gravi saliranno ancora o siamo verso il picco che ci porterà poi a un lento rientro verso la normalità? Basteranno i vaccini? Abbiamo fatto bene a riaprire la scuola in presenza? Facciamo l'analisi della nuova stagione della pandemia con Carlo la Vecchia, epidemiologo dell'Università degli Studi di Milano.

Intervista: Luca Carra. Sigla: Jacopo Mengarelli, voce: Chiara Sabelli. Produzione: Sergio Cima.

Scienza in rete è un giornale senza pubblicità e aperto a tutti per garantire l’indipendenza dell’informazione e il diritto universale alla cittadinanza scientifica. Contribuisci a dar voce alla ricerca sostenendo Scienza in rete. In questo modo, potrai entrare a far parte della nostra comunità e condividere il nostro percorso. Clicca sul pulsante e scegli liberamente quanto donare! Anche una piccola somma è importante. Se vuoi fare una donazione ricorrente, ci consenti di programmare meglio il nostro lavoro e resti comunque libero di interromperla quando credi.


prossimo articolo

Dare voce alle emozioni: il ruolo inatteso dell’IA

sagoma di volto con fogli colorati che escono dalla testa

Nella “società delle mangrovie”, come la definisce il filosofo Luciano Floridi, dove umano e digitale si intrecciano, l’intelligenza artificiale smette di essere solo fonte di inquietudine e diventa strumento di espressione. Il libro "EmoziIonAbili" (Pisa University Press) racconta come l’IA generativa possa trasformarsi in un «esoscheletro cognitivo» capace di dare voce a giovani con disabilità, amplificando emozioni e storie senza tradirle, e aprendo nuove strade per un uso etico e inclusivo della tecnologia.

L’intelligenza artificiale generativa, che dal 2022 sta trasformando profondamente la nostra vita, continua a disorientarci: ci somiglia così tanto da rendere difficile tracciare un confine tra ciò che produce e ciò che siamo in grado generare noi. Del resto, ha imparato a esprimersi osservandoci e imitandoci, e lo fa sempre meglio. Tutto questo inquieta: saprà fermarsi quando lo vorremo noi?