fbpx Il mistero della tela di ragno | Scienza in rete

Il mistero della tela di ragno

Read time: 1 min

Sembra solo una curiosità, ma potrebbe avere implicazioni tecnologiche interessanti. Un gruppo di ricercatori del Laboratorio nazionale di scienze molecolari di Pechino ha cercato di capire come mai la rugiada mattutina si deposita sulle ragnatele e non, per esempio, sui capelli umani, la cui struttura è apparentemente simile. «Osservando il filo di ragno al microscopio ottico ed elettronico abbiamo osservato che è caratterizzato da una struttura a filo di perle, in cui, su due fibre principali, si inserisce una serie di gomitoli di nanofibrille attorcigliate, che a contatto col vapore acqueo si addensano a formare dei fusi» spiega Lei Jiang, che ha diretto il lavoro. «La condensa scivola verso queste strutture più rugose, formando goccioline più grandi e visibili a occhio nudo». Il fenomeno non è vantaggioso per i ragni, perché la ragnatela inzuppato svolge meno bene la sua funzione. «Ma può suggerire la via per la produzione di materiali che catturano l’umidità dall’aria» conclude la ricercatrice cinese, «come già abbiamo sperimentato immergendo fibre di nylon in un polimero che asciugandosi forma fusi simili a quello del ragno e presenta le stesse proprietà».

Nature 2010; 463: 640

 

Autori: 
Sezioni: 
Indice: 
Materiali

prossimo articolo

Cosa resta dopo il talk: perché valutare l’impatto dei festival scientifici

sedia vuota su palco

Sedersi in platea, ascoltare, uscire con una sensazione precisa — entusiasmo o noia — e chiedersi come restituirla a chi organizza. Da questa esperienza personale, per Elena Panariello è nata una riflessione sulla valutazione dell’impatto dei festival scientifici: uno strumento poco praticato ma potenzialmente decisivo per ascoltare davvero il pubblico, riconoscere esclusioni, limiti e possibilità, e trasformare i dati in uno spazio democratico di confronto. Al suo lavoro è stato assegnato nel 2025 il premio per la miglior tesi del Master in Comunicazione della Scienza "Franco Prattico"

Mi siedo in poltrona, le luci si abbassano e lo spettacolo inizia.
Dopo un’ora e mezza - anzi, facciamo un’ora e quarantacinque, a causa delle domande sempre presenti dei più curiosi - il trambusto ricomincia.