fbpx Imitare la natura nella guerra contro il cancro | Scienza in rete

Imitare la natura nella guerra contro il cancro

Tempo di lettura: 1 min

Esistono rane in grado di resistere al congelamento, pesci dotati di straordinarie capacità rigenerative, organismi capaci di sopravvivere in condizioni di vita estreme. Per non parlare di quegli esseri viventi che non si ammalano di cancro e, al tempo stesso, hanno una vita piuttosto lunga.

Quali sono gli elementi genetici che consentono queste eccezionali capacità di adattamento a condizioni estreme? Cosa rende questi esseri viventi capaci di evitare quell’insieme di processi molecolari che inducono alcune cellule a riprodursi e a differenziarsi in maniera incontrollata? Su queste domande si basa la ricerca di Yuval Tabach, ricercatore alla Hebrew University di Gerusalemme. Nel suo laboratorio, Tabach applica metodi di genomica comparativa per confrontare i genomi di specie diverse per capire quali geni sono caratteristici di esseri viventi dotati di forme di resistenza o adattamento eccezionali, come i Tardigradi, l’axolotl o la talpa senza pelo.

Yuval Tabach (Hebrew University) – Intervista realizzata durante il corso Advances in Complex Systems, organizzato a Como dal Centro per la Complessità e i Biosistemi dell’Università di Milano.

Simili tratti sono infatti il prodotto di complesse reti di interazioni fra geni e il loro studio può consentire di identificare diverse molecole coinvolte nello sviluppo del cancro, nei processi di invecchiamento e in molte altre malattie di origine genetica, dalla corea di Huntington alla distrofia miotonica.

 


Scienza in rete è un giornale senza pubblicità e aperto a tutti per garantire l’indipendenza dell’informazione e il diritto universale alla cittadinanza scientifica. Contribuisci a dar voce alla ricerca sostenendo Scienza in rete. In questo modo, potrai entrare a far parte della nostra comunità e condividere il nostro percorso. Clicca sul pulsante e scegli liberamente quanto donare! Anche una piccola somma è importante. Se vuoi fare una donazione ricorrente, ci consenti di programmare meglio il nostro lavoro e resti comunque libero di interromperla quando credi.


prossimo articolo

Doping: cosa c'è dietro una positività e cosa insegna il caso legato ad Alex Schwazer?

campo di atletica

La positività all’eritropoietina contestata a Schwazer ha riportato al centro del dibattito pubblico il funzionamento dei controlli antidoping. Come si costruisce una prova scientifica nello sport? E quale ruolo hanno campioni biologici, controanalisi, catena di custodia e procedure di verifica?

A chi legge quotidianamente la cronaca sportiva capita spesso di imbattersi in notizie tutt'altro che inattese. Non è certo una sorpresa che nei giorni scorsi l'Argentina abbia superato l'Austria grazie a due gol di Lionel Messi. Una sensazione analoga l'ho provata quando ho letto dell'ennesimo caso di positività a sostanze dopanti in una competizione internazionale di atletica. Sarà il solito maratoneta keniano, ho pensato, considerando che con oltre 140 atleti sospesi negli ultimi anni il Kenya è uno dei Paesi più frequentemente coinvolti in vicende antidoping.