fbpx Ripensare il rapporto fra scienza e democrazia | Page 7 | Scienza in rete

Ripensare il rapporto fra scienza e democrazia

Read time: 2 mins
martedì 7 giugno 2016, 14.30
aula Valerio Giacomini
CU022 - Edificio di Botanica - Piazzale Aldo Moro 5, Roma
mercoledì 8 giugno 2016, 09.30
aula Valerio Giacomini
CU022 - Edificio di Botanica - Piazzale Aldo Moro 5, Roma
Martedi 7 e mercoledi 8 giugno 2016 presso il Dipartimento di Biologia ambientale si tiene il convegno ripensare "Il rapporto tra democrazia e scienza. Verso la costruzione della cittadinanza scientifica". Il convegno propone una riflessione su come lo sviluppo della scienza richieda sempre di più un dialogo tra le comunità scientifiche e i non esperti; il tema non è definire i criteri di validità del sapere e del metodo scientifico, ma comprendere quali sono le pratiche con cui la scienza realizza la propria utilità sociale e quali sono le modalità con cui le società definiscono  le proprie scelte epistemologiche. Questa riconfigurazione del rapporto tra scienza e società è anche una frontiera dell'uguaglianza politica e la sua realizzazione  comporta un ampliamento dei diritti di cittadinanza. 

I lavori, articolati i tre sessioni, partono con un approfondimento sul tema "La costruzione della società democratica della conoscenza", introdotta dal responsabile scientifico del convegno Fabrizio Rufo, proseguono con la sessione "La scienza aperta e la cittadinanza scientifica" presieduta da Carmela Morabito dell'Università di Tor Vergata; a conclusione, dopo la Lecture "Popolazioni ed epidemiologi: negazione e ricostruzione democratica" di Annibale Biggeri dell'Università di Firenze, Pietro Greco (Città della Scienza - Napoli) , Vincenzo Nesi (Sapienza Università di Roma), Michele Mezza (Università di Napoli) sono i protagonisti di una tavola rotonda.

Coordinamento scientifico
Fabrizio Rufo
Dip. di Biologia ambientale
(+39) 06 49912403
[email protected]

 

Autori: 
Sezioni: 
Convegni

prossimo articolo

Morti improvvise e vaccino anti Covid: il vaccino protegge molto di più

fiala di vaccino contro COVID

Uno studio canadese molto solido, costruito sui registri sanitari dell’Ontario, ha preso in considerazione oltre 6 milioni di persone, usando dati già ripuliti dai fattori di confondimento. I risultati confutano l’ipotesi che la vaccinazione contro Sars-CoV-2 comporti un rischio aggiuntivo di morte improvvisa per persone apparentemente sane di età tra 12 e 50 anni. È abbastanza per mettere la parola fine alle polemiche sull’aumento di morti improvvise da vaccino: la malattia è più pericolosa.

Sono passati sei anni dall’inizio della pandemia da Sars-CoV-2 e negli ultimi cinque più di 100 milioni di dosi di vaccini sono state somministrate, in una campagna di immunizzazione mondiale che non ha precedenti per dimensioni e tempistica.

La pandemia si è esaurita, la gravità dei quadri clinici dovuta alle infezioni si è fortemente attenuata (soprattutto grazie all’immunità indotta dalle vaccinazioni) e nuovi tasselli di conoscenze scientifiche si aggiungono a quanto già acquisito in corsa.