Gran bel colpo di AGILE e di un nutrito team di ricercatori quasi tutti italiani: la recentissima pubblicazione relativa alla pulsar della Vela ha tutte le carte in regola per segnare una tappa fondamentale nello studio di queste trottole celesti e nella identificazione di una misteriosa classe di sorgenti gamma.
AGILE (acronimo per Astro-rivelatore Gamma a Immagini LEggero) è l'osservatorio orbitante italiano per lo studio delle sorgenti di radiazione gamma. Lanciato il 23 aprile 2007, ha sempre mostrato una certa simpatia per la pulsar della Vela, non tanto perché è stato il primo oggetto inquadrato dai suoi sensori, ma perché l'emissione gamma di questo oggetto celeste è la più intensa rilevabile in cielo.
Il team di astronomi (una settantina) coordinati da Alberto Pellizzoni (Osservatorio di Cagliari) ha analizzato accuratamente i segnali radio e gamma provenienti dalla pulsar e, grazie a una particolare e innovativa tecnica messa a punto dagli astrofisici di AGILE, è riuscito a svelare gli immediati dintorni della stella. E' stata così individuata per la prima volta una nebulosità gamma estesa, una sorta di bolla che avvolge la pulsar. Ai confini di questa bolla, alimentata dal vento di particelle emesso dalla pulsar, le particelle interagiscono con il gas interstellare producendo l'intensa radiazione gamma raccolta da AGILE.
Inevitabile a questo punto chiedersi se diverse sorgenti gamma della nostra Galassia non ancora identificate non possano in realtà nascondere al loro interno una pulsar come quella della Vela. Si potrebbe finalmente archiviare uno dei più intriganti misteri astrofisici degli ultimi trent'anni.
Fonti: Science Express; INAF
Trottole celesti
Autori:
Sezioni:
Astronomia
prossimo articolo
Hantavirus e piano pandemico: siamo davvero pronti?

Le nozze coi proverbiali fichi secchi il Piano pandemico approvato, in ritardo, il 30 aprile scorso, proprio un paio di giorni prima la scoperta del focolaio di hantavirus. Non resta che confidare che il rischio in Italia sia davvero molto limitato.
Crediti dell'immagine di copertina: CDC/Cynthia Goldsmith
Partiamo da un comunicato stampa dell’Istituto superiore di sanità con dati aggiornati al 12 maggio: «Il 2 maggio 2026 l'Organizzazione mondiale della sanità ha segnalato un focolaio di gravi malattie respiratorie a bordo di una nave da crociera con 147 tra passeggeri e membri dell'equipaggio. Al 10 maggio 2026 sono stati identificati undici casi, tra cui tre decessi. Il virus è stato identificato come hantavirus delle Ande.