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Scienza e Società: il nuovo annuario di Observa

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«La scienza è fatta di dati come una casa è fatta di pietre. Ma un ammasso di dati non è scienza più di quanto un mucchio di pietre sia una vera casa»

                         Jules Henri Poincaré 

 

Sarà presentato il prossimo 13 febbraio 2015 alle ore 17,00 presso la Sala Grande del Circolo dei Lettori di Torino l’undicesima edizione dell’Annuario Scienza Tecnologia e Società di Observa – Science in Society.
Curato da Giuseppe Pellegrini e Barbara Saracino il volume quest’anno vede in particolare un approfondimento su cibo e salute.

L’Annuario Scienza e Società 2015, realizzato con il sostegno della Compagnia di San Paolo e pubblicato da Il Mulino, propone anche quest’anno una raccolta, in forma sintetica e accessibile anche a un pubblico non specialistico, d’informazioni e dati provenienti dalle più accreditate fonti nazionali e internazionali, utili per comprendere lo stato e le trasformazioni della ricerca e dell’innovazione nella nostra società. Il testo offre al lettore un particolare approfondimento sulle evoluzioni nel rapporto tra scienza, tecnologia e opinione pubblica in Italia; sugli atteggiamenti degli adolescenti italiani verso scienza, tecnologia e cibo e sugli sviluppi futuri dell’innovazione agroalimentare a livello europeo.

La prima parte presenta i risultati di tre delle ricerche più recenti realizzate da Observa Science in Society rilevate attraverso l'Osservatorio Scienza Tecnologia e Società. La seconda parte offre un approfondimento dedicato alle «Politiche della ricerca»; agli orientamenti dell’opinione pubblica verso scienza, innovazione e cibo; ai dati sulla diffusione della tecnologia nella vita quotidiana, i consumi e gli stili alimentari, le colture biologiche e transgeniche. La terza offre una cronologia dei principali eventi che hanno segnato i rapporti tra scienza, tecnologia e società nel corso del 2014, i volumi pubblicati sul tema durante l’anno, le fonti da cui sono tratti i dati citati e un glossario dei termini usati.

di Andrea Rubin

Sezioni: 
Annuario Scienza Tecnologia e Società

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edifici crollati nella provincia turca di Hatay

I sistemi di allerta sismica precoce puntano ad avvertire con secondi o decine di secondi di anticipo che è in arrivo un terremoto pericoloso. Si basano sul fatto che quando la crosta terrestre si frattura, si generano due tipi di onde. Le prime, longitudinali, solitamente non causano danni e viaggiano più velocemente delle seconde, trasversali che invece possono causare danni anche significativi agli edifici e quindi alle persone. I sistemi di allerta precoce processano il segnale delle prime onde e prevedono se e dove, nell’area circostante l’epicentro, è probabile che le seconde siano distruttive. Un gruppo di sismologi dell’Università di Napoli Federico II ha messo alla prova un approccio innovativo all’allerta precoce sfruttando i dati relativi alla prima delle due scosse che hanno colpito la regione tra Turchia e Siria a febbraio del 2023. Quella sequenza sismica ha causato quasi sessantamila morti, lasciando un milione e mezzo di persone senza casa. Nell’immagine: edifici crollati nella provincia turca di Hatay il 7 febbraio 2023. Credit: Hilmi Hacaloğlu/Voice of America.

Un gruppo di sismologi dell’Università di Napoli Federico II ha messo a punto un sistema per l’allerta sismica precoce e lo ha testato retrospettivamente sulla prima delle due scosse che hanno colpito la regione al confine tra Turchia e Siria il 6 febbraio del 2023. Considerando una soglia di intensità sismica (l’effetto del terremoto su persone e cose) moderata, il sistema si è dimostrato in grado di prevedere la zona da allertare con un anticipo che varia da 10 a 60 secondi allontanandosi dall’epicentro da 20 a 300 chilometri, con una percentuale molto contenuta di falsi allarmi.